WWF, il Gruppo Conca d’Oro con UNIPA per la rivalutazione del Parco Maredolce

Laghetto interno al Parco Maredolce alla Favara Foto ©Giorgio De Simone

Il 2 marzo scorso alcuni membri del C.D. del WWF Sicilia Nord Occidentale e del gruppo tematico “Tutela della Conca d’Oro” hanno partecipato ad un incontro presso il Dipartimento di Architettura.

L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Castello e Parco di Maredolce, nella persona di Domenico Ortolano insieme ad alcuni docenti del dipartimento di Architettura a cui sono state invitate anche alcune associazioni tra cui il WWF Sicilia Nord Occidentale e il Centro Padre Nostro.

Il tema dell’incontro verteva sul perfezionamento del rapporto tra l’Università e l’Associazione Maredolce, per la creazione di un Comitato Scientifico perché il Castello e il suo futuro parco sono stati inseriti nell’ambito di un progetto Erasmus Plus che avrà come tema un corso di laurea magistrale congiunta di 2 anni chiamato “Paesaggio Culturale e gestione sostenibile” dove saranno partner anche Svezia ed Ungheria. Il corso di laurea internazionale prevede la mobilità degli studenti, e verrà realizzato con fondi diretti stanziati da Bruxelles per realizzare delle ricerche e permettere gli scambi intellettuali con altri professionisti all’interno della Comunità Europea.

Il corso di laurea prevede lo studio di 3 tipi di paesaggio:
• Paesaggio nordico
• Paesaggio centro europeo
• Paesaggio mediterraneo

Nello specifico, per il paesaggio mediterraneo i casi studio saranno:
• La Conca d’Oro e Maredolce
• L’Etna e il paesaggio vulcanico
• Paesaggio del Marsala (Tp, Marsala, Mazara del Vallo…)
• Paesaggio delle serie vaporitiche e dei gessi (Agrigento, la Valle dei Templi)

In merito al paesaggio della Conca d’Oro e Maredolce, le associazioni sono state invitate ad essere stakeholders (*), per esempio il Centro Padre Nostro per il sociale, e il WWF per l’educazione ambientale ed eventuale supporto per le escursioni che permetteranno ai partecipanti di conoscere ed apprezzare meglio il nostro territorio.

A questo incontro sono intervenuti: gli architetti Ferdinando Trapani, Giuseppe Guerrera e Raffaele Savarese; il pedologo Lo Papa, il prof. Pietro Todaro, Eugenio Cottone, il fotografo paesaggista Max Serradifalco, Carmelo Montagna, Maurizio Artale del Centro Padre Nostro, che da circa trent’anni collaborano con l’Associazione Maredolce per far rinascere il Parco e il Castello e in generale tutto il quartiere di Brancaccio, portando i loro contributi nelle varie materie di studio (architettura, paesaggio, ambiente, economia, turismo, geografia, botanica, pianificazione)

Questo nuovo impegno del WWF Sicilia Nord Occidentale si aggiunge alle attività intraprese nel campo della salvaguardia ambientale della costa e dei quartieri a sud di Palermo (Oreto, Costa Est, Eleuterio), aree urbane che dal secondo dopoguerra ad oggi sono state abbandonate, vandalizzate e deturpate da abusivismo, scarichi fognari, inquinamento di varia origine, mancanza di controllo del territorio.

(*) Termine inglese che identifica portatori di interesse.

RELAZIONE SULLA SESTA USCITA DEL PROGETTO ORETO

PROGETTO WWF PALERMO “CONOSCIAMO IL FIUME ORETO E LA SUA VALLE”
di Giuseppe Casamento

Si è concluso oggi, con la sesta ed ultima uscita, il programma di visite ed escursioni del progetto WWF per la conoscenza del Fiume Oreto.

Almeno 40 persone hanno partecipato all’evento spinti dalla curiosità di conoscere il luogo dove l’Oreto diventa fiume, luogo che perciò è il più emblematico di questo speciale territorio che è il bacino del fiume Oreto. Un luogo prodigioso per l’affioramento in superficie dell’acqua da misteriosi percorsi sotterranei, che nell’antichità doveva perciò essere considerato sacro e visto come una divinità, che in secoli più recenti si è voluta individuare nel dio Oreto.

Già! Nell’antichità delle divinità pagane, tutti le fonti, i luoghi dove l’acqua affiorava prodigiosamente dal sottosuolo erano sacre, perché erano giustamente considerate dei doni della Natura. Tutti avevano libero accesso alle fonti, ma accostandosi ad esse per approvvigionarsi dell’acqua o per lavare i panni, o per le personali abluzioni, ciascuno doveva avvicinarsi con il dovuto rispetto, e ringraziare la divinità del momento storico, per la disinteressata elargizione naturale di un bene primario indispensabile per la vita umana e di ogni essere vivente di qualsiasi specie.

Giustamente chi governava imponeva alla gente comune di venerare questi luoghi attraverso l’instaurazione di un culto nei confronti di specifiche divinità quali il dio dei fiumi, il dio delle fonti o delle sorgenti. Nella mitologia greca i luoghi naturali erano tutelati anche da spiriti femminili, le ninfe, anch’esse oggetto di culto. Vi erano perciò le ninfe dei monti, quelle dei boschi, quelle del mare e naturalmente non mancavano le ninfe dei fiumi e delle sorgenti, che erano chiamate Naiaidi.

La religione come strumento di tutela della natura attraverso l’instaurazione di una sudditanza dei comuni mortali riconoscenti, nei confronti della divinità creatrice e dispensatrice di doni per la vita della creature.

Facendo un salto di 2000 anni, constatiamo che non c’è più alcun senso del sacro nei confronti della Natura. Anzi essa è oggi considerata una nemica dell’Uomo (chissà perchè?), che invano cerca di vincerla e sottometterla alla sua presunta superiorità!
Stranamente l’Uomo non accetta di essere figlio della Natura e pretende e s’illude di poterla modificare a suo piacimento, non considerando le risposte devastanti che puntualmente giungono improvvisamente e inaspettate.

Per questa sua arroganza l’uomo continua a modificare gli ambienti naturali, in particolare le coste del mare e le rive dei fiumi. Pensate che il fiume Kemonia è stato tombato e che il fiume Oreto è stato rettificato e cementificato nel suo tratto terminale (dalla Guadagna alla foce). Sono stati costruiti ponti di vario tipo che, collegando strade e ferrovie sugli argini delle opposte sponde, in qualche caso ostacolano il regolare flusso dell’acqua fluviale. Inoltre il fenomeno dell’urbanizzazione, che ha visto espandere la città di Palermo, si spinge con costruzioni edilizie fino sugli argini a ridosso delle sponde dell’Oreto.

Ma non basta. Per ringraziare il dio Oreto, l’uomo getta nel fiume rifiuti di ogni tipo (anche perché non sa dove gettare certi rifiuti ingombranti e in spesso inquinanti). Perciò confidiamo nell’attuale Amministrazione comunale per una seria presa di coscienza che la induca ad abbracciare una politica della gestione dei rifiuti tale da giungere ad una migliore raccolta differenziata, che sia totale, cioè in tutta la città, e completa, cioè nei confronti di tutti i tipi di materiali. Già! Non basta raccogliere alte percentuali di carta o vetro o plastica. Bisogna pensare anche agli altri materiali, quelli più inquinanti e pericolosi per la salute e per l’ambiente. L’elenco sarebbe lungo e impreciso, ma nel letto del fiume Oreto abbiamo notato fra l’altro copertoni e batterie di automobili o camion.

Questa non è civiltà. Non è civiltà inquinare con i più svariati materiali di questa nostra civiltà (sic!) tecnologica, “fonte” creatrice di ogni tipo di inquinamento.
Sempre per la doverosa riconoscenza degli uomini verso il dio fiume e la dea natura, l’uomo del XX secolo ha provveduto ha realizzare nel 1932 un canale di gronda, il Canale di Boccadifalco, allo scopo di evitare le alluvioni della città, ciò in seguito al disastroso evento dell’anno precedente. Questo canale adduce forzatamente le acque provenienti dai bacini del San Martino e del Vadduneddu di Monreale al fiume Oreto.

Ci può stare. Ma che il canale svolga la sua funzione per la quale è stato giustamente costruito, cioè l’incanalamento delle acque dei versanti montani, verso l’Oreto, anziché verso i quartieri della città. Ma non ci va bene che in tale canale, che dovrebbe accogliere solo acque pulite o quantomeno “naturali”, vengano immessi scarichi fognari di alcuni quartieri pari ad una popolazione equivalente di circa 50.000-70.000 persone. Sono stime, magari imprecise, che possono anche essere ridotte. Ma il problema degli scarichi fognari è certamente il problema principe del nostro sacro fiume, il Fiume Oreto.

14Purtroppo l’inquinamento da scarichi è presente perfino nella magica Fontana Lupo, luogo degno di venerazione. La schiuma di sostanze inquinanti (detersivi?) è abbondantemente diffusa a pelo d’acqua sulla superficie della fonte. Segno che qui giungono gli scarichi di case o abusive o comunque non allacciate alle pubbliche fognature. A quando un progetto di monitoraggio degli scarichi fognari nel fiume Oreto?

WWF: CONOSCIAMO L’ORETO E LA SUA VALLE

PROGETTO DEL WWF PALERMO PER LA CONOSCENZA DEL FIUME ORETO E DELLA SUA VALLE CON I SUOI TESORI NATURALISTICI E ANTROPICI

COMITATO ORGANIZZATORE: Pietro Ciulla, presidente del WWF Palermo, Marisa Battaglia, Giuseppe Casamento, Caterina Maniscalco, Maria Luisa Marchetta

Con questo progetto il WWF-Palermo si propone di approfondire e diffondere la conoscenza del territorio pertinente al bacino del Fiume Oreto attraverso un percorso di visita, di escursioni e di mostre, oltre che di coinvolgimento partecipativo (perciò lo abbiamo definito “aperto”) degli Enti Locali, dell’Università e di Istituti e Associazioni culturali, al fine di riportare all’attenzione pubblica gli aspetti salienti dell’ambiente e dell’urbanizzazione con le connesse problematiche e di dare avvio a soluzioni ecocompatibili per la tutela ambientale di quel prezioso bene comune rappresentato dal Fiume Oreto e dalla sua Valle e per il conseguente miglioramento della vivibilità a favore dei cittadini dei Comuni in essa ricadenti.

Il programma definitivo di eventi previsti nel 1° semestre del 2014 contempla 2 visite guidate (già effettuate) nel basso corso del Fiume Oreto, con percorsi urbani e periubani, a piedi e con alcuni spostamenti in auto, e 4 escursioni a piedi nel medio e alto corso, di cui una gìà effettuata e altre 3 in calendario. In tutto 6 uscite (5 domenicali e 1, l’ultima, di sabato), nel periodo da febbraio a giugno, durante le quali il fiume sarà osservato da diversi punti di contatto: dai ponti che lo attraversano, da vie che corrono lungo i suoi argini, da sentieri che conducono alle sue rive e alle principali sorgenti e perfino nel mezzo del suo alveo roccioso.

Alla fine si avrà l’occasione di conoscere l’oggetto geografico “fiume” nelle diverse forme che il “nostro” Oreto presenta e il suo rapporto con i terreni attraversati, da quelli extraurbani di montagna, collina fino alla pianura della periferia, a quelli urbani dove il fiume scorre costretto fra sponde artificiali in cemento. Vedremo l’Oreto del basso corso, vero e proprio fiume, l’Oreto torrentizio del medio corso, ma anche i ruscelli dell’alto bacino che lo alimentano (principalmente nella stagione delle piogge) attraverso una gradualità naturale basata sulla progressiva confluenza di rivoli sempre più copiosi man mano che l’acqua compie il suo percorso in discesa lungo i declivi dei terreni.

Durante le visite e le escursioni saremo accompagnati da esperti naturalisti che ci aiuteranno a cogliere tutti gli aspetti caratteristici della valle, dalla geologia alla geomorfologia, all’idrografia, al paesaggio, alla flora e alla fauna.

Il progetto di conoscenza dell’Oreto prevede, alla sua conclusione, l’esposizione di una mostra composta da 2 sezioni: una sezione pittorica e una sezione fotografica con cartografia e descrizioni geografiche. Tale mostra potrà essere arricchita con materiale di studi e ricerche condotti nell’ambito dell’Università. Avremo così modo di percepire sia la bellezza della Natura, sia la grazia che il bene comune Acqua rappresenta per le genti che ne fanno uso, ma anche la violenza dell’uomo, che non si fa scrupolo di fare un cattivo uso della “civiltà” alterando il corso del fiume, inquinanandone le acque, e usandone l’alveo come occasionale discarica.

Alla conclusione del ciclo di uscite si svolgerà anche un convegno (fine giugno), in cui si incontreranno le osservazioni fatte e gli studi naturalistici pregressi, che si chiuderà con un dibattito politico fra le parti interessate ad una prospettiva di tutela ambientale per il bacino dell’Oreto.

CALENDARIO DELLE PROSSIME USCITE

Si riporta di seguito il calendario delle tre ultime uscite previste dal progetto. Tali uscite, aperte alla pubblica e gratuita fruizione, sono tutte a carattere escursionistico, anche se di diverso impegno, e in qualche caso sono riconducibili ad una semplice visita turistica.

Domenica 1 giugno 2014: FONTANA GRANDE DI ALTOFONTE E FIUMELATO DI MECCINI

Domenica 8 giugno 2014: VALLE DELLE NEVIERE E MONTE PIZZUTA

Sabato 14 giugno 2014: RISORGIVA FONTANA LUPO

BREVE DESCRIZIONE DEI SITI

FONTANA GRANDE DI ALTOFONTE E FIUMELATO DI MECCINI

Di grande interesse, sia per la conoscenza della geografia e della idrologia del fiume Oreto, sia per la visita di un suggestivo ambiente torrentizio dall’alta valenza naturalistica, sia anche per la visita di tesori storico-architettonici poco noti. La prima parte dell’escursione è riconducibile a semplice attività turistica. Si inizierà, con facile percorso turistico, con la visita della Fontana Grande, importante risorgiva al centro del paese di Altofonte, cui seguirà la visita della Cappella di San Michele all’interno di un edificio normanno del XII secolo, la Reggia di Ruggero II, alquanto modificata nei secoli successivi.
Seguirà poi un’attività un po’ più impegnativa, facoltativa: l’escursione a piedi alla Valle del Fiumelato di Meccini, medio corso del fiume Oreto, tratto torrentizio immerso, tra lo scrosciare delle acque, in un suggestivo ambiente naturale ricco di una grande varietà di specie botaniche, arboree, arbustive ed erbacee, della vegetazione fluviale e ripale.

VALLE DELLE NEVIERE E MONTE PIZZUTA

L’escursione è la più impegnativa del ciclo previsto dal progetto e ci porterà sulla vetta più alta del bacino idrografico del fiume Oreto, che è anche la più alta dell’intero gruppo orografico dei Monti Palermitani. Si tratta del Monte Pizzuta, sito inserito nella lista delle ZPS e tutelato con l’istituzione della Riserva Naturale “Serre della Pizzuta”.
Per raggiungere la vetta, partendo dall’Abbeveratoio della Targia, dovremo risalire per intero la cosiddetta Valle delle Neviere, inserita fra i rilievi delle “Serre”, che veicola l’acqua del ramo oreteo di maggiore altitudine (Torrente dei Greci-Valle Garrone). Il nome della valle, di recente attribuzione ad opera degli escursionisti del CAI, deriva dalla presenza di ben 6 neviere (cui va aggiunta una settima gravitante nel bacino “Valle Jato”), fosse circolari scavate per la raccolta e conservazione della neve ai fini della produzione del ghiaccio.
Dalla vetta, a 1.333 m, potremo ammirare un vasto panorama sui rilievi circostanti (Monti Palermitani) e sulle valli dell’Oreto e del Belìce Destro, ma anche sull’area orografica Sicano/Imerese, sulle Madonie e sui rilievi del Trapanese. L’ambiente sommitale è formato da una cresta dentellata di rocce carbonatiche cui si abbarbicano sporadici arbusti di leccio e cespugli di altre specie vegetali.

RISORGIVA FONTANA LUPO

La visita della Fontana Lupo chiuderà il ciclo delle uscite previste dal progetto. Il sito è fra i più suggestivi della Valle Oreto, in quanto rappresentato da una copiosa risorgiva che sorge pressappoco a metà della lunghezza dell’asta fluviale principale del fiume Oreto. Da qui, grazie all’abbondanza dell’acqua sorgiva, l’Oreto fruisce di un apporto costante tutto l’anno che ne regolarizza il regime del basso corso, conferendogli la principale peculiarità dei fiumi.
La risorgiva si localizza nell’alveo del fiume Oreto alla base dei rilievi dei Monti Palermitani rivolti a NE e poggianti su uno strato argilloso, impermeabile, che obbliga a risalire in superficie le acque che a monte si sono infiltrate nei terreni rocciosi permeabili.
Per raggiungere la risorgiva occorre seguire, dalle contrade a monte della borgata di Aquino, un breve e facile percorso a piedi e poi scendere, attraverso terreni coltivati ad agrumi e frutteti per i terrazzamenti della ripida sponda sx dell’Oreto.

CONVEGNO

CONOSCIAMO L’ORETO E LA SUA VALLE

Il convegno previsto a conclusione del progetto si svolgerà nei giorni 27 e 28 giugno 2014 nei locali dell’Ecomuseo del Mare di Sant’Erasmo, ex-Deposito delle Locomotive, presso la foce del fiume Oreto.

Si sta organizzando una giornata di relazioni e interventi (due sessioni nella giornata di venerdì 27) con proiezioni e e illustrazioni di “powerpoint” e mezza giornata (sabato 28, sessione antimeridiana) di dibattito fra le parti interessate alla istituzione di forme di tutela del bacino Oreto.

Nello stesso locale del convegno troverà posto la mostra documentale “Censimento WWF del Fiume Oreto, 2010” di Pino Casamento, mentre si cerca ancora la sede per la mostra pittorica di Marisa Battaglia “Oreto, le radici nell’acqua”.

La giornata del 27 giugno, si aprirà con il saluto del Sindaco di Palermo, prof. Leoluca Orlando e con un’introduzione dell’Assessore comunale alla Vivibilità, prof. Francesco Maria Raimondo.

Seguiranno interventi del WWF Palermo, per la presentazione del progetto:

• Pietro Ciulla: illustrazione del progetto e sue finalità
• Marisa Marchetta: powerpoint “Oreto, un fiume da salvare”
• Giuseppe Casamento: mostra fotografica “Censimento del Fiume Oreto, wwf 2010”
• Marisa Battaglia: mostra pittorica “Oreto, le radici nell’acqua”
• Davide Bonaviri fauna ornitica osservata nella Valle dell’Oreto
Sarà poi la volta delle relazioni su diversi aspetti conoscitivi del bacino oreteo:
• prof. Cipriano Di Maggio: Geomorfologia della Valle Oreto
• ing. Carmelo Nasello: Idrologia, qualità delle acque, rischio idraulico
• prof. Silvano Riggio: Ecologia della Valle Oreto
• prof. Lorenzo Gianguzzi: Vegetazione e flora della Valle Oreto. Aree SIC e ZPS
• arch. Giovanni Giannone: Il paesaggio antropizzato della Valle Oreto
• prof.sa Maria Antonietta Spadaro: Il Ponte dell’Ammiraglio
• arch. Raffaele Savarese: La Chiesa del Vespro e altri monumenti oretei
• prof. Pietro Todaro: Antichi acquedotti, mulini, cartiere
• prof. Giuseppe Barbera: L’uso del territorio: agricoltura e urbanizzazione
• arch. Giuseppe Castellese: Le proposte di tutela della valle Oreto
• avv. Carlo Pezzino Rao: Legalità, riqualificazione, fruizione

La fase del dibattito del 28 giugno sarà preceduta da interventi preliminari delle seguenti personalità:

-Assessore regionale al Territorio e Ambiente
-Presidente Commissione regionale Ambiente
-Sindaco di Palermo
-Sindaco di Monreale
-Sindaco di Altofonte

Al dibattito sono inoltre invitati:

-Gli assessori comunali al territorio, ambiente e cultura dei Comuni di Palermo, Monreale, Altofonte
-I presidenti delle 3 Circoscrizioni del Comune Palermo in territorio oreteo
-I rappresentanti delle Associazioni ambientaliste e culturali

EVENTI GIA’ REALIZZATI

2 febbraio 2014 – DALLA FOCE DEL FIUME ORETO ALLA GUADAGNA

Visita guidata della foce e percorso per le vie adiacenti al basso corso del fiume in ambito urbano. Partendo da Ponte di Mare si è visitato dapprima la foce dell’Oreto e poi, con brevi trasferimenti in auto, data la persistenza di un’instabilità meteorologica, si è fatto sosta nei seguenti luoghi oretei: Ponte dell’Ammiraglio, Ponte delle Teste Mozze (Corso dei Mille), Ponte di Via Oreto e Ponti della Guadagna. Durante il percorso si è anche svolta attività di bird-watching urbano, con l’assistenza di Davide Bonaviri, volontario WWF esperto conoscitore dell’avifauna.

23 febbraio 2014 – SINISTRA IDROGRAFICA, TRATTO MEANDRIFORME E PAGLIARELLI

Visita guidata con brevi percorsi a piedi e spostamenti con le auto. Punti di visita: Foce del fiume, Via Buonpensiero (dietro Cimitero di Sant’Orsola) e via Ponte Rotto, Via Mulino Carbone (da Via Li Bassi), Via Gustavo Roccella all’inizio di Via Lussorio Cau, dove sbocca il Canale di Boccadifalco poco distante dal Ponte di Corleone sulla Circonvallazione. Il giro si è concluso con la visità all’azienda cooperativa “IMMAGINE” di Pagliarelli, attraverso il cui terreno si è scesi alla riva sx del fiume. Durante il percorso si è anche svolta attività di bird-watching.

16 marzo 2014 – LE SORGENTI DEL SANT’ELIA –ALTO ORETO

Escursione guidata dal WWF Palermo per la visita del bacino imbrifero del fiumetto Sant’Elia, alto corso del Fiume Oreto. Da Villa Mirto Renda si è saliti alla contrada Aglisotto (rimboschimenti) e alla lecceta della Costa Lunga, gioiello naturalistico dei Monti Palermitani, osservando piccole sorgenti e ruscelli e guadando lo stesso fiumetto Sant’Elia.