Gestione del Piano Rifiuti in Sicilia – Trattamento del RUR Rifiuto Urbano Residuo


Scarica il Doc originale: Lettera alla Regione per inceneritori ottobre 2015


All’Assessore Energia e Rifiuti
assessore.energia@regione.sicilia.it
Fax 091/517762
Al Presidente della Commissione Ambiente
gtrizzino@ars.sicilia.it

p.c.
Presidente della Regione
segreteriagabinetto@regione.sicilia.it

Sindaco di Milazzo
sindaco@comune.milazzo.me.it
ambiente@pec.comune.milazzo.me.it

Oggetto: Gestione del Piano Rifiuti in Sicilia – Trattamento del RUR Rifiuto Urbano Residuo

In questi giorni il Governo Regionale e il Governo Nazionale sono impegnati a trovare soluzione alla drammatica situazione dell’isola, buon ultima in Italia nel rispetto della normativa europea, nazionale e regionale per quanto riguarda la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani, e per di più con tariffe fra le più alte d’Italia e un enorme debito accumulato dai vecchi ATO. Non crediamo utile riportare i dati per ogni elemento di valutazione, ormai noti a tutti.

Ebbene sembra che il punto più importante del problema sia quello di trovare una soluzione per il trattamento dei rifiuti non differenziati. L’attuale Piano di Gestione Rifiuti del giugno 2012, oggi in vigore, frutto di un lavoro molto attento e faticoso di una Commissione di tecnici e di un accordo con il Ministero dell’Ambiente, prevede che con una raccolta differenziata al 65% e una produzione di rifiuti di 2.600.000 t/a, la quantità di CSS Combustibile Solido Secondario ricavato dalle 900.000 t di rifiuti indifferenziati sia di 400.000 t/a, pari a circa 1.100 t/g (vedi fig 16 pag. 259 del Piano sui flussi di massa con il 65% di RD).

Invece i due governi stanno discutendo su una proposta di installare nell’isola inceneritori (due il Governo nazionale o sei il Governo Regionale) per una capacità complessiva di 600.000 t/a di CSS. Ed inoltre il 18 settembre scorso la società Edipower, proprietaria della Centrale elettrica di S. Filippo del Mela, ha inviato al Ministero dell’Ambiente la documentazione per Valutazione d’Impatto Ambientale per un progetto di inceneritore di CSS di potenzialità 510.000 t/a da installare nella sua centrale.

Contro la 400.000 t/a previste nel Piano, allo stato attuale si prevede di avere in Sicilia inceneritori di CSS per 1.100.000 t/a. Per ricavare questa quantità sarà necessario portare alla separazione in impianti TMB circa 2.470.000 t di rifiuti indifferenziati. Cioè noi siciliani saremo esentati dalla scocciatura di fare la Raccolta Differenziata per i prossimi trenta anni. In compenso pagheremo bollette più care del resto d’Italia, porteremo in discarica FOS per circa 1.500.000 t (mentre le norme attuali ci danno un obiettivo di circa 250.000 t) e manderemo in atmosfera sostanze inquinanti, con somma soddisfazione dei gestori delle discariche e delle aziende dedite al trasporto dei rifiuti.. Ci sono centinaia di pagine che riportano gli obiettivi falliti e puntualmente previsti e confermati in tutti gli atti (buon ultimo, per ora, il Piano che prevedeva di andare a regime a fine 2015 con il raggiungimento del 65% di RD e tutta l’impiantistica pronta). Evidente che nel vuoto operativo nel rispetto degli impegni assunti dalla Regione il Governo Nazionale vuole imporre scorciatoie, per garantire che almeno i rifiuti spariscano dalle strade. Per chiarire il futuro che ci aspetta per evidenziare la lontananza della nostra Regione dall’Europa ricordiamo che il Parlamento Europeo sta discutendo proposte in cui si porta l’obbligo del Riciclo/Riuso al 70/80% per carta e plastica entro il 2030 e norme ancora più stringenti per l’incenerimento. Ci aspetteranno in futuro pesanti penalità che i cittadini siciliani pagheranno, e che già hanno cominciato a pagare.

Vediamo più in dettaglio le due proposte.

Per quanto riguarda gli inceneritori previsti a Piano facciamo notare che il dlgs 25/2010, in attuazione della direttiva 98/2008 CE, considera Recupero l’incenerimento solo se l’efficienza energetica risulta uguale o maggiore di 0,65. Il Piano prevede pertanto che dal RUR si possa ottenere mediamente il 45% di CSS con un buon Potere Calorifico tale da garantire una buona efficienza energetica. In queste condizioni, per ottenere 600.000 t di CSS, contro le 910.000 t previste a Piano per una RD al 65%, ci vogliono 1.340.000 t di rifiuti indifferenziati, sottoposti ad una efficace separazione della frazione umida, che dopo stabilizzazione andrà in discarica, e delle parti metalliche che andranno a riciclo. Pertanto il suggerimento del Ministero dell’Ambiente, che nel DM 100 del 28/05/2015 pag.11 di approvazione della VAS fa intravedere la possibilità di ricavare dal RUR il 65% di CSS, è forse irrealistico. D’altra parte la legge regionale 9/2010, all’art. 9 comma 4/q, prevede che in Sicilia si possano costruire inceneritori solo con efficienza energetica tale che qualifichi l’incenerimento come Recupero e non smaltimento. Inoltre gli eventuali scarti della differenziata e le poche decine di tonnellate di rifiuti non pericolosi ammessi all’incenerimento prodotti in Sicilia non possono incidere che in piccola parte sulle quantità disponibili per l’incenerimento. Evidente il sostanziale sovradimensionamento degli inceneritori proposti.

Per quanto riguarda l’inceneritore di S. Filippo del Mela della Edipower, che prevede due linee con una capacità complessiva di trattare 510.000 t/a di CSS sarà necessario trattare 1.130.000 t/a di rifiuti indifferenziati. L’area di riferimento prevista per l’approvvigionamento del CSS è quella delle Province di Messina-Catania-Enna. Le stesse producono circa 930.000 t/a di rifiuti urbani, non sufficienti per generare CSS con potere calorifico previsto uguale o superiore a 11.000 kJ/kg. Infatti lo stesso progetto prevede di fare ricorso al mercato anche fuori della Sicilia. Sarà uno dei più grandi impianti d’Italia, costruito in assenza di un Piano energetico e quindi non previsto. La regione non ha ancora formalmente prevista né le tipologia degli impianti di trattamento né la loro ubicazione né la loro potenzialità. Se l’area in oggetto farà il 65% di RD sarebbero a disposizione dell’inceneritore appena 150.000 t/a di CSS contro le 510 necessarie. Vogliamo ricordare che i quindici impianti di CDR/CSS ubicati nel Nord Italia producono circa 500.000 t/a.

Evidente la confusione nella quale si sta operando. Nessuna iniziativa per partire in tutta la Regione con la RD (ricordiamo che in pochi anni Sardegna e Campania hanno superato il 40% di RD). Nessun programma operativo per scegliere l’impiantistica e ordinarla. Nessun chiaro messaggio ai Comuni sul futuro, anzi si sono istituiti gli ARO lasciati liberi di organizzarsi (il massimo del CAOS possibile), ecc.

Ci sembra di essere tornati al Piano del 2002 , che pur avendo all’interno buone intenzioni, si tradusse in quattro ordinanze che prevedevano di portare agli inceneritori tutti i rifiuti urbani prodotti nell’isola. Siamo di fronte ad una situazione ormai insostenibile per cui chiediamo al Governo Regionale di
• Attivarsi presso il Ministero dell’Ambiente per verificare la incongruenza delle iniziative in corso rispetto sia al Piano sia alle prescrizioni della VAS.
• Denunciare allo stesso Ministero la incompatibilità dell’inceneritore di S. Filippo del Mela con gli inceneritori chiesti dal Governo Nazionale in rispetto del Piano, anche considerando la mancanza del Piano Energetico Regionale.
• Comunicarci quali azioni, e in che tempi, questo Assessorato intende mettere in campo per avviare concretamente una Raccolta Differenziata di buona qualità in tutta l’isola. Vogliamo solo ricordare che Sardegna e Campania in pochi anni hanno raggiunto e superato una RD al 40%

Non vogliamo in ultimo omettervi di ricordare che il WWF, per motivi ormai notissimi e consolidati che non stiamo qui a ripetervi, è fortemente contrario all’uso di qualunque tipo di inceneritore nel nostro territorio. Mentre il mondo va verso il recupero di materia noi guardiamo indietro.
Restiamo in attesa di una cortese risposta e porgiamo distinti saluti

Ing. Angelo Palmieri
Responsabile Energia e Rifiuti WWF Sicilia
Palermo 14/10/2015

RIFIUTI: WWF ALLA REGIONE, NO INCENERITORI NO DISCARICHE

Attenzione Assessore Contrafatto

Surreale il dibattito di oggi fra Governo Nazionale e Governo Regionale sul numero di inceneritori da costruire in Sicilia in ottemperanza dello “Sblocca Italia”.per un totale di 600.000 ton mentre la Centrale di S. Filippo del Mela vuole costruire un inceneritore di 510.000 t/anno. Nel frattempo non si hanno notizie su come gestire le restanti 2 milioni di ton. Sembra che nulla sia cambiato in questi 17 anni, dal decreto Ronchi del 1998 che tracciava la strada verso il Riciclo dei materiali e quindi l’uso della Raccolta differenziata ben fatta e sul principio “ chi meno produce rifiuti indifferenziati meno paga”. Questa colpevole inazione sembra giustificare la definizione che ha dato la Commissione bicamerale presieduta dal sen. Pecorella nel 2010: il sistema di gestione (che allora non è cambiato ma se possibile è ancora più confuso) sembra organizzato al fine di delinquere. Ancora oggi, in attesa di decidere sul nulla (ancora inceneritori?), prosperano discariche e trasportatori di rifiuti da nord a sud e da ovest ad est dell’isola.

Urgentissimo mettere nero su bianco un efficiente Piano di Gestione:

• Bloccare gli ARO (chi controlla i sindaci che fanno gare senza un Piano di riferimento?)

• Fare il Piano operativo di gestione dei rifiuti (perché in tre anni dall’approvazione del Piano da parte del Governo Nazionale nulla si è fatto?

• Ridurre gli ATO e scegliere il numero e la locazione degli impianti necessari al trattamento sia dei rifiuti riciclabili sia di quelli indifferenziati, che prima di andare in discarica devono subire un processo di selezione.

• Dare la precedenza agli impianti di compostaggio dei rifiuti organici.

• Fare gare trasparenti e nel rispetto delle leggi vigenti.

• Mettere a punto un sistema di emissione e riscossione bollette che elimini una mostruosa evasione.

Evidente che il compito di sbrogliare questa intricata matassa non può essere affidato ad una classe politica e amministrativa che in 17 anni ha prodotto solo disastri finanziari e illeciti amministrativi: un vero fallimento. E allora che venga un Commissario, purché sia un tecnico lontano dalla politica e si possa circondare di persone qualificate per affrontare i diversi aspetti del problema. Ricordiamoci degli obiettivi, che se falliti, ci costeranno altri milioni di penalità: entro il 2020 dobbiamo riciclare carta-vetro-plastica-metalli almeno al 50% ( vuol dire raccolta differenziata al 65-70%) ed oggi siamo sotto il 7%; portare in discarica meno di 81 kg/ab/anno di umido ed oggi siamo a 280 kg.

Palermo 22 Settembre 2015
Angelo Palmieri
Responsabile Rifiuti WWF Sicilia

RIFIUTI: WWF Italia, inceneritori, scelta miope del governo

inceneritore_WWF ITALIA, 06/09/2015

Il WWF aderisce alla mobilitazione dal 7 al 9 settembre. Il Ministro dell’Ambiente ritiri il decreto e apra un confronto con il mondo scientifico, le Regioni e le comunità locali. L’intervento dirigistico voluto dal Governo per la realizzazione nel nostro Paese di 12 nuovi inceneritori di rifiuti (che si andrebbero ad aggiungere ai 42 già attivi e ai 6 già autorizzati) classificati come infrastrutture strategiche nazionali è teso a imporre alle Regioni una politica retrograda sul piano ambientale ed economico-sociale, che non ha spazio in Europa e non ha futuro in Italia.

Lo sostiene il WWF che – ricordando come già oggi l’Italia sia il terzo paese europeo per numero di inceneritori dopo la Francia e la Germania – chiede al Governo di ritirare il decreto legislativo che contiene il piano dei nuovi impianti previsto dall’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia e che il 9 settembre, in occasione della Conferenza Stato-Regioni convocata per approvare il decreto, si discuta di come definire piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti, che puntino decisamente in tutta Italia alla loro riduzione, al riuso e al riciclaggio dei materiali, conseguendo e superando al più presto su scala nazionale la soglia del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che doveva essere conseguito entro il 2012.

Il WWF aderisce alla tre giorni di mobilitazione previste in tutta Italia dal 7 al 9 settembre contro il decreto attuativo pro inceneritori dell’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia, in previsione della Conferenza Stato-Regioni del 9 settembre, per almeno 3 buoni motivi:

– l’Europa ci chiede nel prossimo futuro che: dal 2025 entri in vigore il divieto di trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili; la raccolta di rifiuti da imballaggi sia portata fino all’6% entro il 2030; nel 2050 si consegua l’obiettivo del riciclaggio totale;

– il trend virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti (e in particolare l’aumento della raccolta differenziata di materiali dall’alto potere calorifico come carta e plastica) renderà a breve non economici i nuovi impianti di incenerimento previsti dal Governo, che entrerebbero in funzione alle soglie del 2020 e dovrebbero restare in esercizio almeno fino al 2050, avendo un tasso di vita – e anche un periodo di ammortamento dell’investimento – di diverse decine di anni;

– a fronte di uno spreco di risorse pubbliche che dovrebbero contribuire a pagare la realizzazione e l’esercizio di impianti rispetto ai quali è previsto un sempre minore impiego e di un prelievo forzoso nelle tasche dei cittadini, attraverso il sistema dei contributi alle fonti di energia assimilabili (CIP6 e certificati verdi), si registra un incremento del rischio sanitario per i residenti nei territori limitrofi agli inceneritori in numerosi studi internazionali e nazionali, tanto che persino sul sito ufficiale del Ministero della Salute si può trovare una Tabella tratta dalla “Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009¬2010” nella quale si riporta un aumento del rischio relativo di malformazioni congenite e di numerosi tumori maligni in seguito all’esposizione di comunità alle emissioni da incenerimento dei rifiuti.

Il WWF ricorda che già oggi Paesi europei come Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, che hanno puntato in passato sull’incenerimento, pur di rientrare nelle spese di costruzione di queste impianti accettano rifiuti provenienti dall’estero a prezzi stracciati per alimentare impianti industriali che altrimenti non si ripagherebbero. È un gioco perverso che l’Italia non deve alimentare.