RIFIUTI IN SICILIA: REGIONE IN CONFUSIONE?

cassonettiLa nostra Regione ha usufruito per 17 anni (!) di un regime d’emergenza nella Gestione dei Rifiuti, con risultati catastrofici. Anche l’Autorità Anti-corruzione proclama il fallimento di una intera classe politica e amministrativa: legislazione farraginosa che facilita corruzione e criminalità, costi altissimi della gestione, privilegiate le discariche, penalità dalla UE per mancato rispetto della normativa, evasione dal pagamento delle bollette al 50%.

Sulla stampa, come al solito, si parla solo di inceneritori, grandi e piccoli e non ci si chiede perché la Raccolta Differenziata adottata come sistema su scala regionale non sia mai partita. Non solo, ma la stessa Regione dichiara che stanno facendo tutto il possibile ! Noi siamo contrari agli inceneritori e comunque essi potranno andare in funzione fra 4/5 anni. E nel frattempo cosa si fa? Anche la dimensione ipotizzata è spropositata. Per ottenere le 680.000 tonnellate di Combustile dai rifiuti indifferenziati – CSS – ipotizzati dal Governo sono necessarie circa 1.500.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati raccolti. Sarà sufficiente quindi una Raccolta Differenziata di 1.000.000 di tonnellate pari a meno del 40% dei rifiuti oggi prodotti. Addio obiettivo del 65 % per prossimi trenta anni. Ricordiamo che l’attuale Piano di gestione dei Rifiuti ipotizza che al massimo si possono ricavare circa 400.000 t/a di CSS dal 35% di rifiuti indifferenziati. Indispensabile che la Regione si opponga nettamente alla realizzazione dell’inceneritore di S. Filippo del Mela che è progettato per 510.000 t/a di CSS . Da solo vale tre inceneritori di Crocetta!

Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per vedere una Regione che metta mano ad un efficace e stringente programma di Raccolta Differenziata in tutta l’isola, senza coprirsi dietro le colpe dei sindaci che pure sono tantissime?

Palermo 08/02/2016

Gestione dei rifiuti urbani a Palermo: le nostre proposte

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La normativa europea ci impone di raggiungere entro il 2020 i seguenti risultati:

1. Riciclare il 50% dei rifiuti solidi (carta, plastica, vetro, ecc); oggi siamo a circa il 7%
2. Portare in discarica meno di 81 kg/ab/anno di rifiuti organici; oggi siamo a circa 280 kg/ab/anno

Da notare che gli obiettivi non si riferiscono a ciò che si raccoglie ma a ciò che effettivamente non ritorna in discarica.

Evidente quindi la necessità di adottare immediatamente misure efficaci ed efficienti per il raggiungimento dei due obiettivi. A seguire le nostre proposte per modificare l’attuale modello di gestione, chiaramente insoddisfacente.

Urgente intervenire per migliorare la qualità della raccolta nelle zone servite dal porta a porta. Molti cittadini abbandonano i rifiuti in strada e non conferiscono in modo corretto nei bidoni condominiali: pertanto da una percentuale del 57% di RD si passa ad una percentuale di rifiuti riciclati intorno al 35%: i dati definitivi del 2014 danno un consuntivo di rifiuti differenziati raccolti di circa 19.000 t su una produzione stimata di rifiuti prodotti di circa 56.000 t.

Introdurre controlli efficaci e multe più incisive per i trasgressori (a Milano 45.000 multe pesanti, a Palermo alcune centinaia leggere!)

Estendere il porta a porta in tutta la città neo prossimi tre anni. Ormai è accettato che questo è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi. La RAP ha già il personale necessario per adottare questo metodo e pertanto esso non aggraverà i suoi bilanci, ma anzi porterà minori costi, come dimostrano tutte le esperienze virtuose (vedi Sardegna, Salerno, ecc.)

La R.D. deve iniziare dalla raccolta dell’organico: essa permette di raggiungere rapidamente significative percentuali di R.D. ed elimina la causa prima del percolato nelle discariche: Palermo deve dotarsi in tempi brevissimi di un impianto di compostaggio di almeno 80.000 t/anno. ulteriormente espandibile per raggiungere l’obiettivo.

Organizzare a Bellolampo una piattaforma di trattamento rifiuti per ridurre al minimo il versamento in discarica e i costi del trasporto dei rifiuti: impianti di separazione umido-solido rifiuti indifferenziati, impianto di biostabilizzazione impianto di selezione del secco residuo, impianto di compostaggio per trattare tutta la frazione umida raccolta, impianti di selezione delle frazioni differenziate, impianto per il trattamento del percolato, ecc.

introdurre al più presto una tariffa che sia legata ai rifiuti indifferenziati realmente prodotti: quindi veramente incentivante per chi produce pochi rifiuti e li differenzia.

Selezionare e formare il personale per i nuovi compiti ed in special modo quello addetto alla Raccolta: bisogna far crescere la loro professionalità e il senso di responsabilità. Un’ordinanza sindacale non cambia abitudini consolidate.

Coinvolgere le Circoscrizioni e i cittadini con incontri e dibattiti e adottare le modifiche all’organizzazione della raccolta in funzione delle diverse realtà territoriali (uno schema unico per tutta città non può rispondere in maniera efficace agli obiettivi).

Per ogni circoscrizione istituire uno sportello dedicato a cui i cittadini e gli stessi operatori RAP possono rivolgersi per segnalare problematiche e dare suggerimenti per migliorare il servizio.

Informare i cittadini con continuità sui metodi di raccolta, sul calendario, sui risultati della raccolta differenziata, ecc. I cittadini devono essere sensibilizzati.

Occorre un efficace e corretto appoggio da parte dei media con i quali bisogna concordare una vera e propria campagna informativa continua nel tempo per facilitare quello che è un vero e proprio cambiamento culturale.

La città deve prendere atto che la gestione dei rifiuti non è un problema burocratico e richiede un cambiamento culturale: non si esaurisce con due semplici gesti, raccogliere e conferire. Questo processo culturale dovrà essere accompagnato con determinazione da tutti gli enti coinvolti: Regione, Comune, Gestore, cittadini.

Palermo settembre 2015

 


Galleria dell’emergenza rifiuti della primavera del 2013, per non dimenticare:

RIFIUTI: PIATTI, BICCHIERI E POSATE DI PLASTICA SONO RICICLABILI !

Dal 1 maggio prossimo il CONAI ritirerà dal mercato le stoviglie di plastica, finora non accettate perché non erano imballaggi.

Superato un assurdo tecnico e commerciale per un cavillo nella interpretazione della legge. Dal 1 maggio possiamo mettere tranquillamente nel sacchetto che raccolie gli imballagi di palstica anche le stoviglie. Naturalmente noi ricordiamo ai nostri amici lettori che sono sempre preferibili stoviglie di plastica pesante da utilizzare più volte.

Da Greenreport riportiamo la news di pochi giorni fa:

La rivoluzione è servita: dal primo maggio i piatti e bicchieri di plastica dovranno essere inseriti nella raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. La decisione è stata presa mercoledì 21/03 a Firenze, dove il comitato di coordinamento Anci-Conai ha deliberato importanti modifiche relative alla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. Se infatti per i cittadini la vera novità è appunto quella della raccolta di piatti e bicchieri di plastica nelle rd, per gli operatori la novità sta anche nel fatto che è stato deciso di posticipare al primo luglio l’introduzione delle nuove fasce di qualità previste dall’accordo quadro in essere e di applicarle con maggiore gradualità, garantendo in questo modo ai comuni e alle aziende che effettuano la raccolta più tempo per migliorare le loro prestazioni.

Le fasce di qualità sono quelle che stabiliscono importi diversi in base alla purezza della raccolta: più la raccolta differenziata è fatta bene, con minori frazioni estranee, e più viene remunerata dai consorzi di filiera. Le nuove fasce di qualità alzano ancora un po’ l’asticella, chiedendo ai comuni sforzi maggiori, nell’ottica di una raccolta differenziata sempre più finalizzata al riciclo effettivo. E allo stesso modo l’inserimento nella raccolta differenziata di piatti e bicchieri, che non sono imballaggi, costituisce un primo passo anche verso la graduale trasformazione da consorzi di filiera (per gli imballaggi) a consorzi di materia, in questo caso le plastiche.

Per entrambe le novità scaturite dall’accordo raggiunto mercoledì scorso, entro il 16 aprile saranno elaborati i dettagli , perfezionando gli allegati tecnici e le integrazioni, specificando per esempio il destino delle posate di plastica, di cui al momento non è stato parlato. Per quanto riguarda piatti e bicchieri di plastica, anche per le aziende di raccolta si profila un notevole impegno sulla comunicazione, visto che fino ad oggi (anzi fino al 30 aprile 2012) questi prodotti andavano nel sacco grigio dell’indifferenziato. Inoltre dovrà essere specificato che piatti e bicchieri dovranno essere puliti prima di essere gettati nella raccolta differenziata della plastica.