ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO

WWF: recuperati, curati e rimessi in libertà due Rondoni pallidi

Ancora un “salvataggio” in extremis per il nostro Nucleo Protezione e Primo Soccorso Fauna Selvatica.

Una coppia di Rondone pallido [Apus pallidus], specie protetta e nella lista IUNC, è stato portato alla forestale e quindi prelevato dai nostri volontari, curati e rimessi in libertà.

I due poveri Rondoni sono rimasti bloccati da un forte nastro adesivo che per come sono stati trovati è di sicura responsabilità umana… umani senza alcuna dignità, per arrivare al punto di infliggere una così terribile e straziante sofferenza per i due piccoli volatili.

Ma grazie al pronto intervento dei nostri volontari Michele e Carola ce l’hanno fatta…

Prima e dopo:

Ecco il breve video che comprende le tre fasi:  come li abbiamo trovati, dopo la cura e infine la liberazione.

La scheda ISPRA del: Rondone pallido

Il Rondone pallido si riproduce sulle coste e sulle isole del Mediterraneo, nell’entroterra dell’Europa meridionale, nella Penisola Arabica in Nord Africa, Isole Canarie, Sahara e Pakistan.

Due delle tre sottospecie si trovano in Europa: Apus p. illyricus e Apus p. brehmorum.

Specie completamente migratrice, raggiunge i quartieri di svernamento più tardi rispetto agli altri congeneri. Le principali aree di svernamento sono nelle regioni settentrionali dell’Africa tropicale.

La maggior parte della popolazione si trova nelle Penisole Iberica ed Italiana, Sardegna, Corsica, Francia meridionale, Croazia e Grecia.

In Italia è migratore regolare, nidificante e svernante raro. La migrazione primaverile inizia verso la metà di marzo nel Sud e alla fine di questo mese nel Nord Italia; l’arrivo in massa dai quartieri di svernamento si ha nel mese di aprile.

Già alla fine di luglio buona parte degli adulti e i giovani nati dalle prime covate abbandonano le nostre regioni, ma una parte cospicua degli adulti si ferma durante tutto l’autunno per allevare una seconda nidiata.

La partenza di questi contingenti tardivi avviene nei mesi di ottobre e novembre. Le presenze invernali sono del tutto occasionali.

L’areale riproduttivo comprende le coste (prevalentemente del versante tirrenico) e le isole (soprattutto Sardegna), mentre pare assente da tutte le zone interne della penisola tranne che in Calabria, dove si riproduce nei centri abitati della Sila fino a 1.250 m di quota, ed in diverse città del Piemonte e della Lombardia.

La popolazione italiana viene stimata in 5.000-10.000 coppie nidificanti.