BIODIVERSAMENTE 2011: LA VISITA DELL’ORTO BOTANICO DI PALERMO

Ottima affluenza di soci e simpatizzanti intrattenuti eccezionalmente dal prof. Raimondo, direttore di questa prestigiosa realtà palermitana.

Buon successo anche quest’anno dell’iniziativa del WWF-PALERMO per l’evento BiodiversaMente 2011, organizzato a livello nazionale con il concorso dell’ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici). Abbiamo visitato l’Orto Botanico di Palermo, guidati dal prof. Francesco Maria Raimondo, direttore dell’importante istituzione universitaria.

Chi è arrivato puntuale entro le ore 10, almeno 50 persone fra soci wwf e cittadini palermitani, ha potuto seguire fin dall’inizio la visita guidata. Altri, giunti dopo, hanno formato i gruppi di visita relativi all’evento universitario “le vie dei tesori”, con una partecipazione che complessivamente ha abbondantemente superato il centinaio di visitatori.

Lungo ma assolutamente necessario il discorso introduttivo per comprendere l’importanza che la struttura ha sempre avuto a partire dalla sua istituzione nel 1789:
l’interesse dei Borboni allora regnanti in Sicilia all’istituzione di questo settore di studio e ricerca nel campo delle scienze botaniche con l’obiettivo di migliorare le produzioni agrarie, scienze che traevano stimolo anche in conseguenza degli studi di Linneo che aveva avviato l’opera di classificazione delle specie botaniche; la realizzazione di edifici monumentali in stile neoclassico, che fecero da scuola a Giovanbattista Filippo Basile, poi architetto realizzatore del Teatro Massimo; la progressiva introduzione di piante e collezioni da ogni parte del mondo, favorita dalla clemenza del clima mediterraneo che induceva anche i regnanti di altre nazioni ad utilizzare l’Orto Botanico di Palermo per le loro ricerche scientifiche su piante che mal si adattavano ai climi freddi. All’Orto Botanico si deve fra l’altro l’introduzione nel mercato produttivo agrario, del mandarino e del nespolo.

Abbiamo visitato dapprima il ginnasio e l’erbario e poi di seguito l’antico ingresso, contrapposto a quello della Villa Giulia; grandi viali fiancheggiati da alberi e arbusti di ogni genere; vasche con le piante acquatiche; settori con piante officinali, piante grasse, piante della macchia mediterranea, piante esotiche e particolari come le piante carnivore, come l’albero del sapone, il bambù e il grande ficus magnolioides progenitore degli altri grandi ficus della città. Infine le serre: la Serra Carolina che ospita fra l’altro la pianta del caffè e piante sensitive del genere mimosa, la serra della Regione, con piante dei climi tropicali, quella delle piante succulenti, quella delle papaie e dei banani.

Si è aperto insomma davanti agli occhi dei visitatori un incredibile tesoro di biodiversità in questo grande giardino botanico, qui a due passi dal centro della città; un giardino, tutelato da oltre 200 anni, che è autentica fonte di conoscenza diretta per tanti studenti universitari impegnati nello studio delle materie botaniche.

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