ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO - ETS

Da otto nidi è nata anche una comunità

L’esperienza del monitoraggio della Caretta caretta lungo le coste di Triscina, Tre Fontane, Kartibubbo e Torretta Granitola

Qualche settimana fa avevamo raccontato su queste pagine ciò che stava accadendo lungo un tratto della costa trapanese con un titolo che oggi ci sembra ancora più significativo:

“Quando una comunità si prende cura della natura”.

Da allora sono successe molte cose.

Gli otto nidi di Caretta caretta seguiti e attenzionati dal WWF lungo le spiagge di #Triscina, #Tre Fontane, #Kartibubbo e #Torretta Granitola hanno scandito buona parte di questa estate.

Cinque sono ormai arrivati alla schiusa. Tre devono ancora schiudersi e ci accompagneranno prevedibilmente nel mese di settembre.

Ma, mentre aspettavamo le tartarughine, è accaduto qualcosa che probabilmente non avevamo previsto nelle sue dimensioni: intorno a quei nidi si è formata una comunità.

Da poche persone a un gruppo di 116 partecipanti

Quando abbiamo costituito il gruppo WhatsApp “Monitoraggio nidi tartaruga Triscina Tre Fontane Kartibubbo”, gli aderenti erano poche decine.

Oggi sono 116.

Un numero che racconta certamente la curiosità e l’emozione suscitate dalla possibilità di assistere alla nascita delle tartarughine, ma che racconta anche qualcosa di più profondo: la crescente attenzione di cittadini e villeggianti verso ciò che accade sulle nostre spiagge.

All’inizio, inevitabilmente, molti erano attratti soprattutto dallo “spettacolo” della schiusa.

È comprensibile. Vedere una piccolissima Caretta caretta emergere dalla sabbia e affrontare per la prima volta il percorso verso il Mediterraneo è un’esperienza difficile da dimenticare.

Ma, con il trascorrere dei giorni, per alcune persone la curiosità si è trasformata in partecipazione.

Una dozzina di volontari e cittadini ha cominciato a partecipare con particolare continuità: controllando il nido, organizzandosi nei diversi momenti della giornata e della notte, osservando i cambiamenti della sabbia e segnalando quanto poteva essere significativo agli operatori WWF.

Significava qualche volta rinunciare a ore di sonno, modificare i propri programmi e tornare più volte sulla spiaggia senza sapere se quella sarebbe stata finalmente la notte giusta.

Quando la sabbia comincia a parlare

Il nido di Kartibubbo ci ha regalato un’attesa particolarmente lunga.

Poi sono comparsi i primi segnali.

Un piccolo cedimento della superficie. Le prime crepe. Un avvallamento progressivamente più evidente.

Per chi aveva seguito il nido giorno dopo giorno, quei pochi centimetri di sabbia modificata erano diventati improvvisamente importantissimi.

Qualcosa stava accadendo sotto la superficie.

L’attesa è continuata.

Poi, finalmente, dopo quattro giorni e notti di attesa la sabbia si è mossa.

Sono comparse le prime tartarughine. e poi è comparso un trionfo di tartarughine che hanno riempito la cavità sopra il nido.

Il viaggio verso il mare

Pochi metri di spiaggia possono sembrare una distanza insignificante per noi.

Per una tartaruga appena nata rappresentano invece il primo, delicatissimo viaggio della sua vita.

È il momento che tutti aspettano, quello capace di trasformare settimane di osservazione e notti trascorse sulla spiaggia in pochi minuti di emozione.

Ma è anche il momento nel quale occorre maggiore attenzione.

Le tartarughine devono poter raggiungere autonomamente il mare, senza essere manipolate e senza interferenze, seguendo per quanto possibile i riferimenti naturali che le orientano verso l’orizzonte marino.

La presenza di persone, telefoni, torce e soprattutto le luci artificiali provenienti dalla costa può invece provocare disorientamento.

Per questo, durante la schiusa, è stato necessario mantenere l’area tranquilla, gestire la presenza delle persone accorse sulla spiaggia e utilizzare correttamente le luci rosse.

Tutto ciò sempre nel rispetto delle indicazioni degli operatori autorizzati.

Perché partecipare alla protezione di un nido non significa improvvisarsi esperti.

Significa anche imparare quando osservare, quando segnalare e quando lasciare intervenire chi possiede competenze e autorizzazioni.

In perfetto sincronismo, un’altra schiusa a Tre Fontane

Mentre a Kartibubbo si vivevano queste ore di attesa e di emozione, la notte prima un altro dei nidi seguiti lungo questo tratto di costa è arivato alla schiusa a Tre Fontane, in corrispondenza della strada 154 Est.

Due eventi quasi contemporanei che confermano quanto questa parte della costa siciliana sia diventata importante anche per la nidificazione della Caretta caretta.

Schiusa del nido di Tre Fontane, strada 154 Est]

E ricordano, nello stesso tempo, quanto sia necessario imparare a convivere con questa presenza: tutela delle spiagge, riduzione dell’inquinamento luminoso, attenzione alla pulizia meccanica, controllo del transito dei mezzi e comportamenti corretti da parte di cittadini, turisti e operatori balneari diventano elementi essenziali.

Le parole di chi c’era

Dopo la schiusa, nel gruppo WhatsApp sono arrivati molti messaggi.

Forse raccontano meglio di qualsiasi nostro commento ciò che questa esperienza ha significato:

“È stata un’esperienza davvero unica.”

“Giorni di trepidazione, emozione e tanta pazienza.”

“Un’esperienza che porterò con me per sempre.”

“È stata un’esperienza meravigliosa.”

Sono parole semplici, ma descrivono un passaggio importante.

Persone che magari fino a poche settimane prima si incrociavano sulla stessa spiaggia senza conoscersi e quasi senza vedersi si sono ritrovate fianco a fianco, anche nel cuore della notte, unite da uno stesso obiettivo.

Questa è anche educazione ambientale

L’educazione ambientale non avviene soltanto nelle scuole, nelle conferenze o attraverso una campagna informativa.

A volte avviene su una spiaggia.

Avviene quando qualcuno vede per la prima volta una tartarughina appena nata e comincia a chiedersi perché le luci possano disorientarla.

Quando comprende perché un’automobile sulla spiaggia rappresenti un pericolo.

Quando scopre perché un nido deve essere monitorato ma non disturbato.

Quando passa dalla curiosità alla conoscenza e dalla conoscenza alla responsabilità.

È forse questo uno dei risultati più importanti dell’esperienza che stiamo vivendo.

Il lavoro non è ancora finito

Non è ancora tempo di fare un bilancio definitivo.

Degli otto nidi seguiti lungo questo tratto di costa, cinque sono arrivati alla schiusa e tre devono ancora schiudersi, prevedibilmente nel corso del mese di settembre.

Continueremo quindi a monitorare le nostre spiagge e ad accompagnare, con la necessaria discrezione e nel rispetto delle procedure previste, anche le prossime nascite.

Ma qualcosa possiamo già dirlo.

In queste settimane non abbiamo soltanto contribuito alla protezione di alcuni nidi di Caretta caretta.

Abbiamo visto persone incontrarsi, conoscersi, organizzarsi e dedicare gratuitamente parte del proprio tempo alla tutela di qualcosa che appartiene a tutti.

Una comunità non è necessariamente qualcosa che esiste già.

A volte una comunità nasce.

E questa estate, sulle spiagge tra Triscina, Tre Fontane, Kartibubbo e Torretta Granitola, insieme alle tartarughine abbiamo visto nascere anche una comunità più consapevole del valore della natura che la circonda.

Il lavoro continua.

Tre nidi ci stanno ancora aspettando.

WWF Sicilia Nord Occidentale ODV – ETS