Il WWF Sicilia ha trasmesso al MASE il proprio contributo alla consultazione pubblica per il Piano Nazionale di Ripristino della Natura – PNR, lo strumento con cui l’Italia dovrà dare attuazione al Regolamento europeo sul Ripristino della Natura.
Il contributo è nato dall’iniziativa del WWF Sicilia Nord Occidentale, ed è stato poi condiviso e sottoscritto dalle altre Organizzazioni Aggregate WWF della Sicilia, assumendo quindi il valore di una proposta unitaria del WWF Sicilia.
Abbiamo inviato una Nota Generale di Inquadramento e 8 schede tecniche su temi fondamentali:
✅ SCHEDA 1
Regole ministeriali di accesso, monitoraggio e decadenza dei finanziamenti PNR;
✅ SCHEDA 2
Criteri minimi per il conteggio dei nuovi alberi, l’attecchimento e il recupero delle
fallanze;
✅ SCHEDA 3
Protocollo mediterraneo per forestazione e ripristino in aree caldo-aride
✅ SCHEDA 4
Target forestale regionale siciliano, inventari biologici e filiera vivaistica pubblica
✅ SCHEDA 5
Verde urbano incremento della dotazione arborea e no net loss comunale
✅ SCHEDA 6
Criteri per l’uso temporaneo, selettivo e reversibile delle recinzioni e chiudende
✅ SCHEDA 7
Ripristino, tutela e gestione degli ambienti dunali costieri
✅ SCHEDA 8
Completamento del ripristino ecologico post-incendio della R.N.O. Monte Pellegrino
Queste proposte nascono anche dall’esperienza concreta maturata seguendo i finanziamenti @PNRR per la forestazione nella Città Metropolitana di Palermo.
Quella vicenda ci ha insegnato una cosa semplice: piantare alberi non basta.
Servono progettazione ecologica, manutenzione, trasparenza, controlli, monitoraggio, recupero delle piante morte e responsabilità chiare.
Siamo ancora in attesa di risposta da parte della Citta Metropolitana di Palermo alla seconda richiesta di accesso agli atti sui progetti PNRR di forestazione. In base agli esiti, valuteremo ulteriori iniziative presso la Corte dei Conti e il MASE.
Il PNR può essere una grande occasione per la Sicilia, ma solo se saprà imparare dagli errori del passato recente. Non vogliamo altri interventi formalmente corretti ma ecologicamente deboli. Vogliamo ripristino vero, verificabile, duraturo.
Per questo rivolgiamo il nostro contributo non solo al Ministero, ma anche alla Regione Siciliana, alla Città Metropolitana di Palermo, ai Comuni, agli enti gestori delle aree protette, ai soci, ai cittadini e a tutte le realtà che hanno a cuore il futuro dei nostri territori.
Il ripristino della natura non può restare sulla carta. Deve mettere radici.












