SICILIA: BENVENUTI NEL PARADISO DEI CACCIATORI

Due nostri volontarie, durante la stagione venatoria da poco chiusa, hanno monitorato alcune aree frequentate da uccelli di transito o dove è proibita la caccia. Ecco il risultato.

Dal 1° febbraio 2013 la fauna selvatica stanziale, che transita, o sverna sulla nostra isola, può finalmente riprendere a muoversi liberamente senza essere braccata e uccisa. La caccia si è chiusa. Il bagno di sangue immotivato di 27 specie diverse di avifauna e mammiferi è finito. Veramente un motivo c’era ed era il divertimento di ben 47.799 cacciatori siciliani che di certo non vanno a caccia per mero sostentamento.

In Sicilia purtroppo i controlli sulla attività venatoria sono molto carenti se non del tutto assenti, sia da parte degli Enti istituzionali che da parte delle guardie venatorie, in specie quelle che fanno capo ad associazioni venatorie. I risultati? Tragici! Si caccia dappertutto anche nelle aree che sono vistosamente segnalate con la scritta divieto di caccia. Un esempio è Monte Inici, demanio forestale che si staglia imponente su Castellamare del Golfo (TP), lo scorso 20 gennaio pullulante di cacciatori con fucile pronto all’uso. Da rimarcare che su monte Inici è in corso un progetto di potenziamento della specie autoctona Coturnice, in Sicilia non cacciabile perché in pericolo di estinzione.

Altro esempio, o meglio scempio, l’invaso SS Trinità di Delia a Castelvetrano (TP). Il lago, gestito dall’Ente ARRA che dovrebbe tra l’altro svolgervi attività di vigilanza, è off-limits nel periodo della caccia agli anatidi svernanti in Sicilia,quattro mesi di inferno per i poveri anatidi e non solo. La caccia avviene da capanni fissi posti sulla sponda e anche da piccole imbarcazioni, appositamente portate là allo scopo. Naturalmente la maggior parte delle cartucce non sono a norma perché dall’esame di alcuni dei bossoli si può constatare che sono di piombo e non di acciaio così come prevede la normativa.

Le guardie venatorie e gli altri agenti di polizia giudiziaria tra cui gli agenti del Corpo Forestale della nostra regione sanno che è reato penale cacciare da imbarcazioni, che è reato amministrativo usare munizioni di piombo nei pressi di zone umide e sanno anche che la Legge regionale siciliana la 33/97 non prevede la caccia da appostamenti fissi ma solo temporanei; essi devono essere smontati a fine giornata venatoria, mentre i capanni sul lago SS. Trinità rimangono là tutto l’anno. Per finire l’invaso SS. Trinità confina con un’Azienda Agro Venatoria che dal suo sito internet ufficiale sponsorizza pacchetti di caccia all inclusive alla selvaggina migratoria. Che dire di più! E questo non è che la punta di un iceberg che è stato denunciato alle competenti autorità con un esposto denuncia correlato da reportage fotografico, senza ottenere peraltro nessun risultato.

L’unica cosa che viene in mente a conclusione di quanto scritto è uno slogan pubblicitario: Sicilia paradiso dei cacciatori! Vieni anche tu!

11/02/2013

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