CACCIA, SOSPESA ALLA BECCACCIA PER 5 GIORNI E LIMITATO L’USO DEI CANI, WWF: ORMAI E’ TROPPO TARDI

CACCIA, SOSPESA ALLA BECCACCIA PER 5 GIORNI E LIMITATO L’USO DEI CANI 

WWF: PROVVEDIMENTO DOVEROSO MA TARDIVO E INSUFFICIENTE, INASCOLTATE LE INDICAZIONI SCIENTIFICHE DELL’ISPRA. CACCIATORI UNICA “SPECIE PROTETTA”

Si potrà continuare a sparare ed uccidere fino a 15 animali al giorno, anche di specie a rischio. Deficit di controlli, chi vigilerà sui 34mila cacciatori siciliani per prevenire e contrastare gli illeciti venatori?

Dopo l’istanza di sospensione totale della caccia per l’emergenza neve e gelo avanzata dal WWF lo scorso 7 gennaio, nei giorni scorsi l’Assessore regionale all’Agricoltura, on. Antonello Cracolici, ha emanato un decreto di parziale modifica del “Calendario Venatorio”: sospesa la caccia alla beccaccia per soli 5 giorni; sospeso l’uso di cani da caccia fino al 16 gennaio; sospesa la “caccia vagante” per 6 giorni. La caccia nelle restanti forme (in battuta e da appostamento) ed alle altre 19 specie (tra cui alcune addirittura riconosciute in declino in Europa e da proteggere!) continuerà fino alla regolare chiusura della stagione venatoria, prevista per il 30 gennaio.

“Si tratta di un provvedimento anzitutto tardivo, visto che per una settimana la fauna è stata fucilata senza tregua nonostante freddo e neve – commenta Ennio Bonfanti, referente “fauna” del WWF Sicilia e membro del Comitato regionale faunistico venatorio dell’Assessorato all’Agricoltura – e di un atto dovuto, in quanto già previsto dalle vigenti norme venatorie. Ma dal punto di vista della conservazione della fauna è evidentemente insufficiente, poiché – ammesso che venga rispettato alla lettera da tutti i 34mila cacciatori siciliani, stante la notoria assenza di controlli nelle campagne – si continuano a sottoporre alle fucilate animali selvatici proprio quando questi sono più vulnerabili perchè stremati dai rigori dell’inverno: ogni cacciatore potrà uccidere ben 15 animali al giorno, anche di specie con status di conservazione sfavorevole! Una scelta più coraggiosa e di maggiore buonsenso avrebbe comportato la totale chiusura anticipata della caccia, ma tant’è – conclude amaramente Bonfanti -: per la Regione i cacciatori sono l’unica vera “specie protetta” che deve sempre e comunque essere accontentata!”.

Rimangono gravemente inascoltate anche le autorevoli indicazioni del mondo scientifico: il WWF ricorda che già a maggio dell’anno scorso l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) aveva chiesto alla Regione la chiusura anticipata al 31 dicembre della caccia alla beccaccia. La forte pressione venatoria e la precocità riproduttiva di questa specie, infatti, consigliano di non allungare la stagione venatoria fino all’inverno inoltrato. Analogamente, l’ISPRA aveva chiesto la chiusura anticipata della caccia ai tordi al 10 gennaio, poiché dopo quella data vi è un periodo climatico più critico per tali specie, tra l’altro appena precedente a quello di migrazione pre-nuziale e pertanto necessitante di una adeguata preparazione energetica degli animali.

Neppure la richiesta dell’Istituto di protezione ambientale di chiudere la caccia al 20 gennaio per anatre ed altri uccelli acquatici è stata accolta, per cui sono messe a rischio migliaia di uccelli migratori: studi scientifici dimostrano che, in inverno in genere e ancor più in periodi così rigidi, gli animali selvatici sono estremamente deboli e, dovendo spendere le poche energie residue per nutrirsi, difficilmente riescono a trovare anche la forza per fuggire dai cacciatori. A tutto questo, in Sicilia si aggiunge anche un deficit di controlli, ormai rarissimi e – quindi – inefficaci, per la prevenzione e la deterrenza rispetto agli illeciti venatori.

Il WWF, infine, ricorda come l’impatto della caccia sulla fauna continua ad avere un ruolo chiave nel determinare il peggioramento dello stato di conservazione di molte specie di uccelli in tutta la Regione. La Sicilia, inoltre, rappresenta una tappa obbligata per migliaia di uccelli nei loro viaggi migratori in primavera ed in autunno, nonché area di svernamento per molte specie, anche rare e protette. Ogni giorno di caccia in questa fase climatica ed ecologica così critica, pertanto, comporta un impatto gravissimo sulla fauna selvatica.

AGGIORNAMENTO DEL 15/01/2017:

COMUNICATO DELL’ASSESSORATO REGIONALE SUL DIVIETO PARZIALE MOMENTANEO 

EMERGENZA NEVE E FREDDO, APPELLO DEL WWF: SOSPENDERE CACCIA

Palermo 7 Gennaio 2017. EMERGENZA NEVE E FREDDO, APPELLO DEL WWF A CROCETTA E CRACOLICI: FAUNA ALLO STREMO, SOSPENDERE SUBITO LA CACCIA

Dopo già 4 mesi di fucilate, il gelo rischia di dare il colpo di grazia alla fauna: in inverno gli animali sono più deboli e, dovendo spendere le poche energie residue per nutrirsi, difficilmente riescono a trovare anche la forza per fuggire dai cacciatori Con una nota urgente indirizzata al Presidente della Regione on. Rosario Crocetta ed all’Assessore regionale dell’Agricoltura on. Antonello Cracolici, il WWF Sicilia ha chiesto l’immediata sospensione della stagione venatoria per le condizioni atmosferiche e climatiche avverse. Attualmente e fino al 30 gennaio, infatti, in Sicilia la caccia risulta consentita dal vigente “Calendario Venatorio 2016/17”.

Ma in queste ore l’intera Regione è colpita da un’eccezionale ondata di freddo e nevicate, così come confermato dai vari avvisi ed allerte meteo diramati quotidianamente dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile: copiose nevicate anche a quote pianeggianti o a livello del mare; temperature in calo e diffuse gelate; venti forti dai quadranti settentrionali; mareggiate lungo le coste esposte, ecc.

La fauna selvatica, già molto provata da un inverno con condizioni meteorologiche particolari, da un bracconaggio che non dà tregua e dalla normale scarsità di cibo e riparo dell’inverno, non può riuscire a superare anche questi giorni di freddo così intenso e improvviso. È infatti provato da studi scientifici che, in inverno in genere e ancor più in periodi così particolari, gli animali selvatici sono estremamente deboli e, dovendo spendere le poche energie residue per nutrirsi, difficilmente riescono a trovare anche la forza per fuggire dai cacciatori. Le basse temperature, le notti fredde, le poche ore di luce, i terreni gelati o ricoperti di neve, sono fattori di grande criticità per tutte le specie, che incontrano gravi difficoltà nello spostarsi, reperire cibo e riparo. La prosecuzione della stagione di caccia (iniziata da 4 mesi) non può che rendere ancora più difficile la situazione in cui versa la fauna sottoposta ad un enorme stress fisico.

Secondo il WWF è doveroso l’intervento di Crocetta e Cracolici per tutelare la fauna selvatica, ai quali ricorda che già in altre Regioni meridionali come Molise e Puglia la caccia è stata sospesa. Ciò consentirebbe alla fauna di godere di un periodo di silenzio venatorio che le consenta di recuperare le forze con indubbi effetti positivi sulla fitness (successo biologico) delle popolazioni selvatiche anche in relazione al successo riproduttivo della prossima stagione primaverile.

Per tali motivi il WWF Sicilia ha chiesto di anticipare la chiusura della stagione venatoria prevista per il 30 gennaio: tale scelta non comporta alcun apprezzabile pregiudizio per i cacciatori che hanno già potuto sparare per oltre 4 mesi, ma sarebbe una misura vitale (nel vero senso!) per migliaia di animali inseriti nell’elenco delle specie cacciabili in Sicilia (Volpe, Cesena, Tordo bottaccio, Alzavola, Beccaccino, Canapiglia, Codone, Fischione, Folaga, Germano reale, Mestolone, Moriglione, Pavoncella, Porciglione, Gallinella d’acqua, Beccaccia, Gazza, Ghiandaia, Cinghiale e Tordo sassello).