ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO

RIFIUTI: SEMINARIO ALL’ISTITUTO PEDRO ARRUPE DI PALERMO

ARRUPE1

Relazione sullo stato della Gestione dei Rifiuti Urbani a Palermo. Seminario presso l’Istituto Pedro Arrupe del 15 dicembre 2011.


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I RIFIUTI A PALERMO – ISTITUTO PEDRO ARRUPE – 15/12/2011

Un po’ di storia: il Comune e l’AMIA

Dal 1998 il decreto Ronchi e la successiva legislazione hanno introdotto per legge la raccolta differenziata dei rifiuti e il raggiungimento di obiettivi sempre crescenti di recupero degli imballaggi attraverso la costituzione dei Consorzi di filiera del CONAI. Noto l’obiettivo del 35% di R.D. da raggiungere entro il 2003! Mentre molti Comuni, specialmente al Nord, si attrezzavano per rispettare questo obiettivo, a Palermo il Comune e l’AMIA rimanevano inerti di fronte ad un problema che si aggravava ogni anno. Negli anni passati si pensava di sostituire la discarica di Bellolampo con un mega-inceneritore. Come noto il Piano della Regione che prevedeva quattro sistemi di incenerimento in Sicilia è stato bocciato dalla UE.
Le principali omissioni dell’Amministrazione Comunale e dell’AMIA:

Il COMUNE

1. Il Contratto di servizio stipulato dal Comune con la società di gestione AMIA, al 100% di proprietà del Comune, non prevede esplicitamente il rispetto della normativa vigente né altri obiettivi quantificabili di raccolta differenziata. Il Comune non ha mai chiesto ad AMIA il rispetto degli obiettivi minimi di R.D. e non ha mai adottato il Contratto a risultato coerente con le linee guida formulate dalla Struttura Commissariale con Ordinanza del 6 settembre 2004 ( con evidente scopo di incentivare la R.D. spinta). Invece il Comune ha applicato anche pesanti sanzioni alla società di Gestione per le altre deficienze riscontrate rispetto ad altri obiettivi riportati nel Contratto per il rispetto della Qualità dei Servizi.

2. Il Comune ha adottato il Regolamento per la gestione dei rifiuti in città (delibera C.C n. 93 del 16/05/2002), esso contiene, in specie per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, quasi esclusivamente principi generali recepiti dal decreto Ronchi e non è stato mai aggiornato. Il Piano Comunale per la raccolta dei rifiuti solidi urbani così come previsto nel Capitolo 7 comma 3 dell’Ordinanza Commissariale n. 1166 del 18 dicembre 2002, mai elaborato né dal Comune né dall’AMIA, definisce l’organizzazione dei servizi di raccolta in funzione degli obiettivi da raggiungere in termini di R.D. e di qualità della raccolta e in funzione della struttura territoriale e del numero degli abitanti;
stabilisce il rapporto con le diverse tipologie di utenti (famiglie, utenze commerciali, grandi utenti, ecc.); definisce l’impiantistica e le attrezzature necessarie (CCR, mezzi di raccolta, impianti di trattamento, ecc) né ha emesso ordinanze per dare seguito ad obiettivi di R.D. spinta.
Come noto il primo Piano di R.D. spinta per la nostra città è quello del Ministero dell’Ambiente “Palermo Differenzia” avviato nel 2010 e portato avanti in collaborazione con il CONAI e con l’Agenzia Rifiuti e Acque; l’AMIA si è interessata materialmente solo della raccolta domiciliare.

Il Comune non ha avuto parte attiva nel Progetto, il Sindaco si è limitato ad emettere le relative ordinanze per avviare la raccolta domiciliare in città. (Insomma la città ha dovuto subire una imposizione esterna per avviare la R.D. porta a porta ).

3. Il Comune, come unico socio dell’’Ente Gestore AMIA ha sempre approvato i Piani industriali e i bilanci dell’azienda. Essa non ha mai previsto né programmato una raccolta degli RSU con metodologia “porta a porta”, l’unica in grado di assicurare il rispetto degli obiettivi minimi di raccolta differenziata chiesti dalla normativa vigente. Infatti l’AMIA, così come chiaramente indicato nel Contratto di Servizio, per i Rifiuti Solidi Urbani ha solo utilizzato il sistema dei cassonetti stradali. Quest’ultima metodologia, abbandonata quasi del tutto nelle aree del nostro paese più virtuose, genera una raccolta differenziata di pessima qualità e difficilmente supera il 10% dei rifiuti prodotti.

4. Il Piano Industriale dell’AMIA per il 2010, al di là di dichiarazioni generiche, non prevede alcun impegno per estendere la Raccolta Differenziata in tutta la città, andando oltre il Progetto “Palermo Differenzia” che interessa solo 100.000 cittadini. Gli attuali Commissari hanno presentato un nuovo Piano Industriale, preparato da una società di consulenza del nord.

5. Palermo è ancora priva di un impianto di compostaggio, pur se previsto da AMIA e finanziato; l’impianto sito a Partanna Mondello, destinato alla selezione del multimateriale proveniente dalla raccolta differenziata, non è ancora entrato in funzione a molti anni dal suo completamento; non sono bene organizzati i Centri Comunali di Raccolta “Piazza Pulita”, dove i cittadini possono conferire i diversi tipi di materiale non raccolti a domicilio, quali rifiuti ingombranti legno metalli sfalci ecc. La mancata corretta raccolta differenziata, fatta esclusivamente e male con cassonetti stradali, ha portato a valori di R.D. fra il 4 e il 6% e non certo per colpa dei cittadini. Con questo metodo comunque non si supera il 10-15% di R.D. Bisogna anche rilevare che ciò ha provocato,come dimostrato da una sentenza della Corte dei in Campania per un caso analogo, un maggior costo della raccolta, con pesanti ricadute anche sul bilancio dell’azienda.

L’AMIA

6. Negli ultimi dieci anni l’AMIA ha avuto una gestione fallimentare: ha accumulato debiti per oltre 250 milioni di euro su 100 milioni di fatturato; ora ha in corso una procedura di fallimento ed è amministrata da tre Commissari nominati dal Governo.

7. Ha mal gestito la discarica di Bellolampo, non ha mai messo in funzione l’impianto di selezione di Partanna Mondello, non ha realizzato l’impianto di compostaggio, ha anche perso nel 2011 il finanziamento dei un impianto di compostaggio da parte della Regione, perché il vecchio progetto non è adeguato alle esigenze normative e alle nuove tecnologie.

8. In compenso si era alleata con i privati per costruire a Bellolampo il megaimpianto di incenerimento, poi bocciato dall’Europa, in grado di trattare il 100% dei rifiuti della città e della Provincia. In tal modo venendo meno agli obblighi di legge che impongono la R.D. e il recupero della materia.

9. L’AMIA, società privata, è stata gestita fino al 2009 con criteri burocratici, da azienda municipale, fino all’arrivo dei Commissari. Ai Commissari si deve il primo vero Piano Industriale. Esso prefigura un percorso che, oltre al risanamento finanziario, ha l’obiettivo duplice di riorganizzare l’azienda e portarla ad un equilibrio economico, nel rispetto degli obiettivi di legge. Impegno veramente poderoso, visti i vincoli sia di natura finanziaria che sociali e ambientali.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Per quanto riguarda la Raccolta Differenziata porta a porta si è passati dalla percentuale di circa il 67% fatta registrare nelle prime fasi di attuazione del Progetto Palermo Differenzia al 53% registrato per i primi otto mesi del 2011. Bisogna notare che, anche secondo le stime di AMIA, nelle aree servite dal porta a porta la quantità di rifiuti raccolta col sistema suddetto è inferiore di oltre il 30% rispetto alla produzione storica di rifiuti (molti cittadini non utilizzano i contenitori del porta a porta ma abbandonano i sacchetti dell’indifferenziato in strada formando minidiscariche o gettano i sacchetti nei contenitori stradali posti nelle aree limitrofe non servita dal porta a porta) e pertanto la percentuale reale dei rifiuti differenziati nelle aree servite è di circa il 35%, nettamente inferiore rispetto a quella fatta registrare in altre realtà urbane. Inoltre la qualità della parte differenziata è ancora modesta:
essa fa registrare uno scarto all’atto del suo utilizzo di circa il 25%, ben lontano dal 10- 15% atteso. In conclusione la percentuale di materiali differenziati provenienti dalla raccolta porta a porta è di circa il 30%. Il resto della città è ancora servita, malamente, da cassonetti stradali; la quantità di rifiuti differenziati raccolti con questo sistema è inferiore al 10%. L’obiettivo per fine anno per tutta la città è pari al 12% (secondo noi difficilmente raggiungibile) contro il 4-6 % degli anni precedenti.  La quantità di rifiuti portati in discarica è pari a circa il 90%, essa non dovrebbe superare il 40%. La discarica di Bellolampo è satura da tempo e i tecnici fanno miracoli per tenerla aperta, in deroga ai normali parametri normativi e progettuali, grazie allo stato di emergenza, che permette alcune deroghe. I rifiuti vengono prima triturati e poi portati in discarica. Nel rispetto della normativa nazionale che consente un rispetto solo formale delle disposizioni di legge , che prevedono la selezione dei rifiuti prima di immetterli in discarica.

Il Comune, unico socio AMIA, ha difficoltà a fare fronte alle esigenze finanziarie dell’Azienda.

C’è una situazione di emergenza latente: ogni piccolo intoppo può avere gravi conseguenze e rompere un equilibrio precario.

IL NUOVO PIANO

L’AMIA ha preparato un nuovo Piano Industriale, realistico e completo per risanare l’azienda. Il Piano mette in evidenza il deficit di impiantistica e l’esubero di risorse umane a disposizione e programma gli impegni da assumere per portare la nostra città ad avvicinare l’obiettivo di R.D. posto dalla legge regionale entro il 2015 (obiettivo AMIA il 41%, quello ambizioso della Regione il 65%); prevede una lenta crescita della R.D. per i prossimi due anni e poi un più significativo incremento per gli anni 2014-2015. La scelta fatta prevede di allargare il porta a porta ad altri 100.000 cittadini e introdurre la raccolta stradale di prossimità in tutta la città senza la raccolta dell’organico (che partirebbe dal 2015). Previsto il probabile recupero dell’impianto di selezione delle frazioni secche installato da anni a Partanna-Mondello e mai utilizzato. • Prevista la realizzazione a Bellolampo di un impianto di compostaggio, più grande di quello previsto inizialmente, di un impianto di selezione dei rifiuti e una nuova discarica nell’area che il vecchio Piano aveva destinato all’inceneritore. Previsto anche, forse, il recupero dell’impianto di selezione delle frazioni secche installato da anni a Partanna-Mondello e mai utilizzato.

• Il Piano riconosce la necessità di riqualificare il personale, sia di staff che operativo, ma non chiarisce come si potrebbero utilizzare le risorse in esubero, alcune centinaia provenienti dal bacino dei precari.

Questo Piano, pur riconoscendo il notevole impegno delineato per porre rimedio ad una situazione disastrosa, non consentirà alla città di adeguarsi alle richieste dell’Europa di raccogliere separatamente entro il 2020 almeno il 65% dei rifiuti e di non portare più in discarica rifiuti non preventivamente selezionati. Mai più beffe come i tritovagliatori !

LE PROPOSTE DEL WWF

Urgente intervenire per migliorare la qualità della raccolta nelle zone servite dal porta a porta. Non bastano le azioni messe in atto dal Comune e dall’AMIA.. Non si può accettare che il modesto risultato raggiunto si consolidi facendo fallire un tentativo di avviare anche a Palermo un percorso virtuoso.

Pertanto riteniamo indispensabile che si intensifichino le azioni intraprese e si migliori l’informazione e la sensibilizzazione verso i cittadini: l’ AMIA instauri un rapporto continuo con i cittadini per sollecitarli ad un corretto comportamento e il Comune vigili sul rispetto delle Norme previste nelle ordinanze multando i cittadini e/o gli amministratori di condominio inadempienti.

Per esempio gli addetti al ritiro si rifiutino di ritirare contenitori non correttamente utilizzati e segnalino il fatto all’utente e ai vigili urbani;
l’AMIA disponga di un ufficio presso ogni circoscrizione per ricevere eventuali segnalazioni di anomalie nel funzionamento della raccolta e disponga di un rapido intervento, eventualmente anche modificando l’assetto organizzativo, per eliminare l’inconveniente.

Bisogna assolutamente riportare le percentuali di raccolta differenziata in tali aree ad un valore vicino al 65% se la città vuole rispettare gli obiettivi che impone l’Unione Europea: il raggiungimento del 50% di rifiuti differenziati consegnati alle piattaforme di filiera.

La R.D. deve iniziare dalla raccolta dell’organico: essa permette di raggiungere rapidamente significative percentuali di R.D. ed elimina la causa prima del percolato nelle discariche: va riesaminata la decisione di affidare al Comune l’iter per la realizzazione dell’impianto di compostaggio e l’estensione a tutta la città della raccolta dell’organico posta dopo quella delle frazioni secche. Indispensabile dare priorità alla raccolta dell’organico se si vuole raggiungere al più presto un significativo valore di R.D. Palermo deve dotarsi in tempi brevi di un impianto di almeno 80.000 t. ulteriormente espandibile fino a 120.000 t. per rispondere all’esigenza di raggiungere almeno il 50% di R.D. effettiva (in pratica il 65% di raccolta differenziata) come richiede la direttiva UE 98/2008.

Abbandonare il progetto della raccolta di prossimità, che è pur sempre una raccolta fatta con cassonetti stradali. Questo metodo non permette di raggiungere l’obiettivo posto dalle leggi nazionali ed europee (almeno il 50% di materia raccolta separatamente). Si rompe il rapporto fra cittadino e azienda e l’area di conferimento viene percepita come una discarica. Il WWF ritiene che la raccolta di prossimità sia più costosa del porta a porta, nelle condizioni oggettive in cui versa l’AMIA (le maggiori risorse umane necessarie sono già presenti in AMIA ed è difficile ipotizzare una loro riduzione in tempi rapidi) e che sia estremamente difficile ipotizzare di raggiungere l’obiettivo previsto del 40% con tale tipo di raccolta. Noi proponiamo di introdurre il porta a porta in tutta la città.

La scelta di preparare il Piano coinvolgendo esclusivamente gli interlocutori istituzionali: il Governo Nazionale e la Giunta Comunale. La città non è stata mai ascoltata, né il Consiglio Comunale né la società civile. Eppure il problema coinvolge la generalità dei cittadini e le loro ataviche abitudini. Non si cambiano le abitudini consolidate senza il coinvolgimento dei cittadini.

La gestione dei Rifiuti nel rispetto delle leggi nazionali ed europee, richiede una efficiente organizzazione industriale dell’azienda che ne ha la responsabilità: chiediamo che una solida organizzazione industriale dell’azienda diventi un obiettivo fondamentale: quindi capacità organizzativa efficiente efficace e flessibile in funzione delle diverse esigenze del territorio servito. Non si può saltare un turno di raccolta! Capacità organizzativa vuol dire staff efficiente ed operatori professionali.

Occorre una forte volontà della Politica e dell’Amministrazione nel perseguire gli obiettivi di servizio e di mantenimento degli equilibri economici, anche attraverso il monitoraggio del comportamento dei cittadini. Quindi bisogna mettere in atto sorveglianza continua e sanzioni per gli inadempienti.

Occorre una capillare informazione ai cittadini e un rapido intervento nelle situazioni anomale. Quindi campagne informative mirate per le singole attività messe in atto, non più pubblicità generica.

Occorre un efficace e corretto appoggio da parte dei media per facilitare quello che è un vero e proprio cambiamento culturale.

Il WWF ritiene che le scelte dei Commissari AMIA saranno per molti lustri irreversibili e pertanto il Consiglio Comunale e la società civile hanno il dovere di esaminare il Piano, proporre le opportune modifiche e farlo proprio. La raccolta rifiuti è un servizio che coinvolge profondamente tutti i cittadini nei loro comportamenti quotidiani e quindi il PIANO non può essere un atto burocratico: si apra una discussione in città e si chieda un incontro ai Commissari per avere delucidazioni sulle motivazioni della scelta fatta. L’AMIA è una risorsa della città, non una qualunque s.p.a. privata.

Azioni AMIA

• Prevedere una organizzazione sia delle risorse umane sia dei mezzi e degli impianti che consenta di fare fronte alle normali esigenze della raccolta dei rifiuti prodotti senza interruzioni per eventi prevedibili, come il salto di un turno o la fermata di un impianto.

• Selezionare e formare il personale addetto alla Raccolta: dare loro professionalità e responsabilità. Bisogna che ci sia una continua interazione fra i singoli “clienti” e l’azienda se si vuole raggiungere l’obiettivo. Un’ordinanza non cambia abitudini consolidate.

• Informare i cittadini con continuità sui metodi di raccolta, sul calendario, sui risultati della raccolta differenziata, ecc. I cittadini devono essere sensibilizzati.

• Estendere il porta a porta in tutta la città. Ormai è acclarato che questo è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi di legge, che saranno sempre più severi nel prossimo futuro.

L’AMIA ha già il personale necessario per adottare questo metodo e pertanto esso non aggraverà i suoi bilanci, ma anzi porterà alcune economie, come dimostrano tutte le esperienze virtuose (vedi Salerno)

Azioni COMUNE

• Non citiamo gli aspetti finanziari e societari (privatizzazione vera?, nuovo bando di gara per la scelta del gestore?) che non interessano in questa sede, anche se determinanti.

• Organizzare insieme ad AMIA un Controllo, prolungato nel tempo nelle stesse strade, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

• Applicare ai renitenti sanzioni pecuniarie più significative di quelle attuali: una improbabile sanzione di 50 € per un intero condominio non rappresenta un deterrente. Nel nord si applicano sanzioni, a volte più corpose e con determinazione professionale (Milano nel 2010 ha comminato 45.000 multe !). Anche i vigili devono essere formati per questo specifico compito.

• Introdurre al più presto, nel rispetto delle leggi vigenti, una tassa che tenga conto del nucleo familiare oltre che delle dimensioni del locale e della sua destinazione d’uso.

• Prevedere nel seguito la introduzione della tariffa puntuale, che premi i cittadini che producono meno rifiuti e differenziano correttamente quelli conferiti, come prevede il recente decreto Monti.

L’obiettivo che bisogna perseguire è una città che consideri i “rifiuti” una risorsa da coccolare e non pattume di cui disfarsi. Ormai molte realtà nel mondo e anche in Sicilia hanno adottato la strategia Rifiuti Zero, che non si pone l’obiettivo matematico della loro eliminazione, ma di ridurli drasticamente e di fare rivivere ad essi una seconda vita. Vedi l’esempio delle nuove fotocopiatrici Xerox e del frigoriferi Electrolux, riciclabili al 95% con grande soddisfazione delle aziende che da questa decisione hanno ricavato ulteriori guadagni.

Auspichiamo che il nuovo Consiglio Comunale adotti, come Napoli, la Strategia RIFIUTI ZERO.

ing. Angelo Palmieri
Palermo 12 dicembre 2011

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