WWF sul Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana

Il WWF, pur apprezzando alcuni aspetti del Piano Energetico varato dal Governo nel febbraio 2009, ne contesta alcuni aspetti fondamentali quali l’orizzonte molto ristretto, l’assenza di visione strategica sulle diverse fonti energetiche, la mancanza di VAS. Il WWF ha fatto ricorso al TAR. Allegate le Osservazioni presentate alla Commissione ARs competente.


Scarica il doc originale: Audizione WWF_lettera alla III Commissione ARS


Alla III° Commissione della
Assemblea Regionale Siciliana

OGGETTO: NOTE sul Piano Energetico Ambientale della Regione Siciliana – PEARS

Il Piano ha uno spirito condivisibile: esso vuole incentivare le fonti rinnovabili, ridurre l’inquinamento, privilegiare l’energia diffusa, creare reti intelligenti di produzione e distribuzione di energia proveniente da fonti rinnovabili (smart grids).

Ma la delibera di giunta presenta alcune criticità e mancanze che possono compromettere l’efficace raggiungimento degli obiettivi delineati il 13 marzo scorso dal Presidente della Regione nell’Aula Magna di Ingegneria a Palermo, alla presenza del prof. Jeremy Rifkin: la produzione di energia diffusa e l’uso di reti intelligenti per la sua regolazione e lo scambio fra utilizzatori e produttori.
Inoltre la delibera di Giunta rimanda alle successive direttive e criteri di indirizzo sui diversi temi, la cui modulazione può anche diversamente indirizzare gli sforzi della Regione verso il
successo del Piano, per la mancanza di chiare direttive in alcuni settori.

Dalla lettura della proposta di deliberazione e dei documenti allegati, si possono fare le seguenti osservazioni:

1. Il Piano ha un orizzonte molto corto, il 2012. Gli investimenti energetici invece hanno un orizzonte che va da venti a cinquanta anni. L’Europa si è imposta gli obiettivi 20-20- 20 al 2020 (20% di risparmio energetico, 20% di produzione da fonti rinnovabili, 20% di riduzione CO2). E’ necessario che la Regione si dia obiettivi anche di medio-lungo termine. Noi riteniamo che la nostra isola possa benissimo porsi l’obiettivo di raggiungere una riduzione del 30% delle emissioni climalteranti al 2020 (invece del 20%), per contribuire in maniera efficace alla lotta contro i cambiamenti climatici.

2. Non affronta il tema delle centrali nucleari e di quelle a carbone, che sono nel programma di governo, anzi ci preoccupano le recenti dichiarazioni e i silenzi del Presidente della regione. Queste centrali, come sostenuto nella lectio magistralis da Rifkin, sono in antitesi con le smart grids che vogliono piccoli impianti distribuiti. La Sicilia è tutta un territorio fortemente sismico e non può ospitare centrali nucleari, le centrali a carbone sono fortemente inquinanti e la regione ospita già oggi molti impianti con forti emissioni di CO2.

3. Non affronta in modo incisivo il risparmio energetico nel settore dei trasporti e in quello industriale, né da chiare direttive sull’incentivazione alla riduzione dei consumi energetici degli edifici. Si ricorda che questi settori sono responsabili di circa il 60% dei consumi energetici. L’orizzonte molto corto del Piano non premette di pianificare interventi radicali, pur necessari visto che essi richiedono tempi lunghi per la loro realizzazione.

4. Le riduzioni di emissioni di gas serra al 2012 previste non solo non rispettano il valore poco credibile – assegnato dal Piano Nazionale Assegnazioni alla nostra Regione, ma pur essendo inferiori a quelle del 2004, invertendo la tendenza all’aumento, superano il tetto di riduzione del 6,5% rispetto alle emissioni del 1990 fissato dal Protocollo di Kyoto di circa 5 Milioni di tonnellate.

5. In caso di contrasti in sede di conferenza dei servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Unica ad un impianto di produzione di energia, la Giunta ha solo dieci giorni per decidere: crediamo che sia un termine tecnicamente impossibile da rispettare, che faciliterà la non applicazione delle norme di salvaguardia. Punto 5 della proposta.

6. Non ci sono indicazioni chiare per realizzare il potenziamento della rete elettrica, sia per le linee ad Alta Tensione che per quelle a Media Tensione, senza il quale non è possibile nessun piano di sfruttamento delle energie rinnovabili: il mancato potenziamento rende impossibile il raggiungimento degli obiettivi di Piano. Nel Piano Strategico di Terna 2009-2013 per la Scilia vi è solo il raddoppio del collegamento Sicilia-Calabria (Sorgente-Rizziconi). Non sono previsti altri investimenti. Come si allacceranno gli impianti che si vogliono autorizzare? Già quelli autorizzati hanno problemi per l’immissione della loro energia in rete.

7. In attesa della costituzione della rete intelligente, un alto potenziale di impianti di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili richiede che siano collegate alla rete centrali flessibili (es. le turbogas) che praticamente mancano in Sicilia. In alternativa l’energia prodotta può essere esportata o si possono distaccare gli allacciamenti durante i periodi di sovrapproduzione.

8. La procedura di VAS non è stata rispettata perché non è stato coinvolto nella elaborazione del PEARS l’Assessorato Territorio e Ambiente – Servizio 2 VIA-VAS (vedi le numerose sollecitazioni di ARTA all’Assessorato Industria, dal 2005 al 2007, ultima la prot. 51406 del 9 luglio 2007); né enti locali ed associazioni sono stati coinvolti, se non nella fase dello Studio preparatorio del P.E.R. Né è stata data una sufficiente informazione al pubblico secondo la Convenzione di Aharus recepita con la legge 108/2001 dal Codice Ambiente 152/2006 e s.m.i. Il Rapporto Ambientale allegato alla proposta di delibera della Giunta, ancora oggi non noto al Servizio 2 VIA-VAS, è stato redatto dall’Assessorato Industria senza il coinvolgimento dell’Autorità Ambientale e non può avere valore di VAS.

9. Gli impianti di energia rinnovabili sono consentiti in Parchi Regionali, Nazionali, Zone di protezione Speciale, Siti di Importanza Comunitaria, naturalmente al di fuori delle aree di protezione integrale. Riteniamo che, come già esposto nella circolare n. 17 del 14 dicembre 2006 degli Assessorati Territorio e Ambiente e Beni Culturali e Ambientali, che andrebbe ripresa nella sua interezza, gli impianti debbano essere vietati in tale aree, salvo l‘installazione di quelli necessari per il funzionamento delle relative strutture di servizio, perfettamente integrati nell’ambiente e di potenza pari a pochi KW. Punti 13 e 14 della proposta.

10. Per quanto riguarda gli impianti eolici, riteniamo che non si debbano rilasciare ulteriori Autorizzazioni in attesa che l’Assessorato Industria dia risposte definitive alle numerose richieste in giacenza che, se totalmente autorizzate, saturerebbero le capacità potenziali previste a Piano. Ad oggi sono stati autorizzati impianti eolici per circa 1200 MW e giacciono all’industria richieste per 7.380 MW., di cui impianti per circa 1300 MW già con VIA favorevole. Il Piano prevede 1500 MW installati al 2012 mentre lo studio a base del Piano prevede una potenza installata per l’immissione in rete di energia pari a circa 1900 MW a regime, oltre l’off-shore di1000 MW per produrre idrogeno. Le richieste già approvate con VIA favorevole superano gli obiettivi sia del Piano che dello Studio.

11. Una situazione simile all’eolico si creerebbe per le biomasse, per la presenza di richieste di impianti di notevole capacità (da 20 a 120 MW) e per un totale di oltre 500MW. Bisogna evidenziare che il Piano prevede al 2012 50 MW installati. Le biomasse vergini da bruciare devono provenire tutte dal territorio siciliano (è necessario vietarne l’importazione) e da un raggio di non oltre i trenta km dall’impianto, ed inoltre bisogna privilegiare le centrali ad alta efficienza (cogenerazione o tri-generazione). La regola del 50% di biomasse provenienti entro un raggio di 70 Km deve essere cambiata e resa più stringente la limitazione di potenza (potenza 5MW). Punto 28 della proposta.
Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici vi sono richieste per circa 3800MW, mentre la potenza installabile prevista nel Piano è di 60MW. Pertanto si rende indispensabile dare in ambedue i casi chiare direttive già nella proposta di delibera.

12. Siamo anche contrari agli incentivi regionali ai biocombustibili, sia per autotrazione che per produzione energia elettrica e calore, già abbondantemente incentivati dal mercato e dalle leggi nazionali. Anche in questo caso le linee guida devono impedire l’importazione della materia prima per non vanificare lo scopo di riduzione CO2 e obbligare le aziende a utilizzare coltivazioni di specie non bisognose di molta acqua.

13. Siamo fortemente contrari alla promozione delle fonti rinnovabili assimilate (rifiuti, scarti di raffineria,ecc.) che producono un forte inquinamento e sono già indebitamente agevolate dalla normativa nazionale: ricordiamo che le fonti “assimilate” hanno assorbito negli ultimi anni circa l’80% dei finanziamenti statali. Questo nei fatti rende impossibile sostenere le vere fonti rinnovabili e toglie finanziamenti alla ricerca in tale campo. Ricordiamo che l’Italia è l’unico paese europeo che definisce fonti rinnovabili i rifiuti e il pet-coke.

14. Siamo fortemente contrari all’articolo che recita: “la Regione intende privilegiare la produzione di energia attraverso fonti termiche ove i relativi processi si avvalgano delle più moderne tecnologie capaci di potenziare efficienza, sicurezza ed economicità degli impianti” Tale assunto è in palese contrasto con tutto il contesto della proposta di legge e con lo spirito del Piano delineato dal Presidente il 13 marzo all’università di Palermo e, nei fatti, sembra destinato solo ad agevolare la realizzazione di inceneritori per i rifiuti urbani e speciali, per i quali il WWF ha da tempo espresso la sua ferma opposizione, e resta in attesa di essere ascoltato dalla IV Commissione Ambiente.

15. Nel Comunicato Stampa della Presidenza si fa anche cenno all’approvazione dei due rigassificatori, con la loro infelice ubicazione e la loro potenzialità: è una scelta in contrasto con lo spirito del documento di giunta. Si concentra ancora una volta in Sicilia la capacità di generare energia da fonte fossile con due megaimpianti. La Sicilia può ospitane solo uno localizzato in area più idonea, e compatibile con la tutela dell’ambiente e del territorio

16. Ed ancora. Si fa cenno alla ricerca sul nucleare a “fissione”: problema di enorme dimensione che la nostra regione non può affrontare e che ha tempi di maturazione di alcuni decenni (forse). Viceversa dalle dichiarazioni di stampa sembra che la Regione sia favorevole, con alcune precisazioni, alla installazione in Sicilia di una centrale nucleare di terza generazione, con tutti i problemi di quelle attuali per i costi e lo smaltimento delle scorie.

17. I Piani d’azione sono tanti e distribuiti su tutti i possibili settori d’intervento. Si rende, quindi, necessario dare una priorità agli interventi, soprattutto se richiedono finanziamenti pubblici o incentivi, ad evitare che le scelte di fondo siano poi contraddette da scelte di modesta convenienza di bottega.

 

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