Verde Urbano: Intervento al “Comitato di cittadini per il bene collettivo”

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Relazione presentata dal WWF al Laboratorio Cittadino per il Bene Collettivo”Un nuovo modello per Palermo”.

Sabato 03 Dicembre Villa Niscemi

Testimonianza da parte dell’Associazione WWF Palermo ONLUS su tre fatti significativi per il tema della conferenza: rapporti trasparenti con le istituzioni, necessità di interazione con le stesse, elementi di controllo dal basso sulle attività amministrative e decisionali.

Il WWF di Palermo partecipa con convinzione a tutte le iniziative che servono a contribuire al
miglioramento delle condizioni generali della nostra città di Palermo con la consapevolezza che la lotta per il miglioramento delle condizioni ambientali non è avulsa dalla realtà bensì perfettamente integrata al contesto territoriale (verde urbano, traffico, rifiuti, mare e costa, biodiversità compatibilmente con le aree antropizzate, ecc…)

Villa Turrisi.

Cinque anni fa, nel 2006, un gruppo di associazioni e cittadini chiesero al Comune di Palermo la tutela dell’Area Verde della ex Villa Turrisi (circa 42000 mq di superficie) per trasformarla successivamente in Parco Urbano.
La prima proposta di variante al PRG venne presentata nel maggio 2006 e fu supportata dalle firme di 3000 cittadini.
Su questa proposta la Sovrintendeza diede parere favorevole nel novembre 2007.
Il Consiglio Comunale nel maggio 2008, all’unanimità, approvò una mozione che impegnava il Sindaco, la Giunta e gli Uffici competenti ad elaborare una relazione di variante.
Gli uffici dell’Urbanistica nonostante solleciti ed incontri non procedettero.
Nel maggio del 2011 le Associazioni presentarono un’ulteriore proposta di variante ancora più dettagliata e documentata con cartografie.
La commissione urbanistica ha esaminato la proposta, ha apportato delle correzioni ed ha approvato.
Nell’Agosto 2011 quindi questa nuova proposta di variante è stata avviata all’Urbanistica.
A tutt’oggi gli uffici dell’Urbanistica non hanno risposto, forti anche di un regolamento interno che da loro un notevole lasso di tempo per dare la risposta.
Alla scadenza dei termini, in caso di mancata risposta chiederemo che la Regione nomini un commissario ad acta per completare la variante e presentarla al Consiglio per la definitiva approvazione.

Considerazioni:
Classica situazione in cui gli organi elettivi adempiono, almeno formalmente, ai loro doveri ed accolgono le istanze, ma quando si passa alla fase attuativa le cose diventano complicate, evanescenti e si avviano verso l’oblio.
Bisogna intervenire in quei punti dell’apparato amministrativo dove per motivi tecno/burocratici o per motivi di interessi occulti le cose si bloccano.

I meccanismi di controllo potrebbero essere diretti (da parte dei cittadini/associazioni) o mediati da altre componenti delle istituzioni (per esempio il consiglio o le commissioni nel caso specifico), ma comunque con obbligo di scadenza temporale e con obbligo di rispondere comunque alle richieste.

Parco dell’Oreto.

Nell’anno 2001 il WWF ed Ecosfera presentano uno studio di fattibilità sulla creazione del Parco dell’Oreto che riceve i consensi unanimi di tutte le forze politiche.
Il Comune di Palermo si fa promotore di un tavolo tecnico assieme agli altri comuni interessati ed alle associazioni ambientaliste, vengono definiti i confini del Parco ma non si va oltre.
Nel maggio 2010 viene presentato un DDL alla Regione sul quale le associazioni manifestano le loro perplessità se non contrarietà. (classico esempio di scollamento tra la politica e la società civile).
Da parte nostra siamo orientati alla creazione di una tipologia di parco (PLIS= parchi locali
interesse sovra comunali, già presente in altre Regioni ) che ha una forma giuridico/amministrativa più snella e si spera non sia soggetta ad artificiosi gonfiamenti di personale, mezzi, macchine blu, presidenze, vicepresidenze, ecc…
A tutt’oggi siamo al punto di partenza.
In occasione della conferenza di Agenda 21 del 30 Novembre ultimo scorso, con WWF Palermo abbiamo chiesto di riaprire il discorso.

Cosiderazioni:
Si naviga sempre nel vuoto, mancano i referenti o comunque sono sfuggenti.
Ormai quando si parla di problemi ambientalisti formalmente tutti sono d’accordo, perché sarebbe impopolare essere contro.
Dopo si cerca di sviare il problema in fase di attuazione pratica o lo si incanala in iter lunghissimi, complicatissimi, in attesa che tutto si cheti e ci si fermi per sfiancamento.

Raccolta dei rifiuti.

Su questo argomento (la raccolta) la situazione è ancora più complicata, premesso che a monte delle realtà comunali occorre ancora fare molto a livello superiore regionale-nazionale (riassetto ATO, piano regionale dei rifiuti, gestione discariche, centri di compostaggio, centri di recupero materiali, interventi sulla produzione degli imballaggi,attribuzione di un valore economico ai contenitori qauli bottiglie, lattine ecc… da restituire alla riconsegna, abolizione completa dei sacchetti di plastica nel circuito commerciale, ecc…), nel caso specifico della città di Palermo siamo in presenza di peculiarità agghiaccianti:
L’AMIA non riesce a garantire una corretta raccolta porta a porta.
La stessa non è stata in grado di organizzare un servizio flessibile ed efficace.
Il Sindaco non ha mai sollecitato l’AMIA a chiarire le ragioni della sua inefficienza.

Sempre il Sindaco non ha mai aggiornato il contratto di Appalto con L’AMIA per renderlo
compatibile con le attività di raccolta differenziata.
I cittadini abbandonati a se stessi mantengono le vecchie abitudini certamente non virtuose.
I cassonetti sono spesso lasciati per strada e vengono usati come cassonetti stradali.
Il WWF a tal proposito ha fatto due esposti denuncia alla Procura ed alla Corte dei Conti dove si prospettano inadempienze gestionali che pregiudicano la salute pubblica e comportano danni economici alla collettività.
Infine abbiamo presentato un documento alla III commissione Comunale dove si denuncia
puntualmente e con dati precisi la situazione disastrosa.

Considerazioni:
Per risolvere il problema della raccolta rifiuti occorre una volontà politica forte e un senso del bene collettivo che non c’è attualmente.
Occorre anche una decisa rigenerazione degli apparati operativi del settore, attualmente inquinati dagli effetti di politiche clientelari e di connivenze con ambienti mafiosi.Passando anche per formule organizzative che sfruttano l’abbondanza del personale che certamente non si deve licenziare ma impiegare pienamente fin quando è in carico all’Azienda.
Occorre anche un profondo cambiamento culturale dei cittadini ed una continua simbiosi fra questi e le Istituzioni.
Occorrono continue azioni formative/informative molte delle quali fatte dagli operatori ecologici stessi e quindi a monte occorre una profonda riqualificazione del personale operativo. In questo contesto occorre anche che le forze sindacali (almeno alcune) si rendano partecipi positivamente della rigenerazione aziendale ed abbandonino (in alcuni casi) posizioni meramente rivendicazioniste e corporative.
Bisogna attuare una maggiore flessibilità nell’attività di raccolta differenziando tempi e luoghi di raccolta stessi, costituendo più isole ecologiche per la raccolta dei materiali voluminosi e per le apparecchiature elettriche, implementandole contemporaneamente come centro di consulenza e di informazione per i cittadini che conferiscono.
Occorre un’interazione continua fra operatori e cittadini, rivitalizzando se è il caso le circoscrizioni comunali e costituendo comunque delle unità interattive fra le strutture comunali e la cittadinanza.
Pensiamo anche all’istituzione di “nuclei di cittadini o di famiglie delegate” nelle singole strade che manifestino “l’indice di gradimento” del servizio e ne discutano con gli abitanti della strada stessa e con gli organismi comunali interessati.
Occorre la reale valorizzazione del catasto dei rifiuti caricandolo di dati veritieri e aggiornati e rendendolo in una sua parte dedicata una strumento reale di controllo dal basso, sfruttando contemporaneamente la potenza informativa del WEB.
Pensiamo anche all’attivazione di “meccanismi autoritativi” che nei casi estremi facciano da deterrente a comportamenti ripetutamente incivili.
Pensiamo infine a “protocolli di sinergia” fra forze dell’ordine (normalmente comunali) aziende di servizio e cittadini che intervengano non con spirito autoritario ma neanche con spirito improntato a lassismo e buonismo.
Mentre di contro pensiamo anche a meccanismi premiali che incentivino ad un comportamento virtuoso.

Conclusioni finali.

Siamo convinti che la corretta gestione della cosa pubblica necessiti di un’estrema trasparenza delle istituzioni, dell’attivazione di meccanismi oggettivi di partecipazione e controllo da parte dei cittadini, ma anche di una ferma ed autorevole imposizione delle regole democraticamente decise insieme.

Siamo convinti anche che i meccanismi di controllo e/o partecipazione dal basso debbano essere sapientemente utilizzati affinché non diventino l’ennesimo terreno di battaglie ideologiche con blocchi e veti incrociati, non diventino la sommatoria ad effetto zero di micro rivendicazioni esasperate ed inconcludenti.

Pietro Ciulla
WWF Palermo ONLUS

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