WWF: RELAZIONE SULLA QUARTA USCITA DEL PROGETTO ORETO

RELAZIONE SULLA QUARTA USCITA DEL PROGETTO WWF PALERMO “CONOSCIAMO IL FIUME ORETO E LA SUA VALLE”

Fontana Grande di Altofonte e Fiumelato di Meccini

Relazione sulla quarta uscita del progetto WWF Palermo
“Conosciamo il fiume Oreto e la sua valle”

di Giuseppe Casamento

Anche il quarto evento in programma all’interno del progetto per la conoscenza del fiume Oreto ha avuto ieri il suo svolgimento, con una lusinghiera partecipazione di almeno 50 persone tutte molto interessate a scoprire finalmente alcuni aspetti salienti del fiume dei Palermitani.

Uomini e donne, di tutte le età fino ad oltre 70 anni, coppie con figli e perfino con una bambina di 2 anni, sono stati con noi per cogliere tante informazioni naturalistiche e culturali su 3 luoghi di primaria importanza ambientale o storica dell’area visitata in territorio di Altofonte: la Fontana Grande, la Cappella di San Michele, il Fiumelato di Meccini.

La Fontana Grande (o Fonte Santa Maria) che sgorga al centro del paese è un classico esempio di risorgiva “di versante”, che per la sua alta collocazione rispetto al fiume, in una zona collinare alla sua dx idrografica, differisce da un’altra risorgiva che visiteremo sabato 14 giugno, la Fontana Lupo che affiora invece proprio nel fondovalle fluviale, interessando un tratto puntuale dell’alveo e del letto di scorrimento delle acque.
In entrambi i casi si osserva comunque uno dei classici fenomeni geografici del nostro straordinario mondo naturale, in base al quale, secondo le leggi fisiche della natura, l’acqua piovana che si è raccolta permeando all’interno di un bacino imbrifero, poi riaffiora in superficie dopo un nascosto, e a volte lungo e accidentato percorso sotterraneo (ipogeico), grazie alla presenza di strati di roccia impermeabile (argille) che impregnandosi d’acqua, spingono il prezioso elemento naturale a fluire attraverso le linee di contatto fra i due tipi di roccia fino allo sbocco in superficie (sorgenti).

Per il mantenimento delle qualità naturali dell’acqua, la risorgiva Fontana Grande è racchiusa da muratura parietale circolare e da copertura muraria. Il Comune di Altofonte autorizza la visita guidata di questo monumento della Natura, per finalità scientifico-culturali o per la conoscenza naturalistica.

Il fenomeno fisico-geografico che sta all’origine delle risorgive è stato illustrato alla comitiva da Cipriano Di Maggio, professore di geomorfologia dell’Università di Palermo, mentre nel percorso attraverso le vie di Altofonte siamo stati guidati da Michele Tusa, che poi ci ha accompagnato fino all’alveo del Fiumelato.

Il secondo luogo che abbiamo visitato, a separare la visita di due siti naturalistici, ha diversamente riguardato un bene monumentale che riveste un alto interesse storico architettonico: la Cappella di San Michele Arcangelo. La chiesetta, che conserva le linee architettoniche originali, era la cappella palatina della Reggia Ruggeriana, fatta edificare dal re normanno Ruggero II a partire dal 1130, all’inizio della fase architettonica che ha regalato a Palermo e dintorni i suoi più illustri monumenti. Fra gli elementi facilmente osservabili, la facciata nord, che dà sulla strada, la facciata sud che dà sul cortile interno, la cupoletta a pianta circolare, alcuni fregi e particolari sul lato ovest (cortile esterno con ingresso al monumento) e l’interno stretto e slanciato secondo lo stile normanno-gotico. La cappella è ancora inserita in un complesso edificio che nella storia ha subito diverse trasformazioni architettoniche.

Il terzo ed ultimo luogo è stato quello che ha rivestito il più forte fascino naturalistico. Dopo un facile percorso di avvicinamento abbiamo raggiunto l’argine alla dx del Fiumelato, e per uno stretto viottolo in discesa sulla sponda terrazzata ricoperta da fitto frutteto (in prevalenza agrumi e nespoli) misto a vegetazione spontanea (in prevalenza alloro) abbiamo guadagnato la riva a fianco del letto di scorrimento fluviale.

Una festa della vegetazione fluviale con tanta flora spontanea ci ha accompagnato lungo tutto il breve percorso che abbiamo coperto in risalita (poche centinaia di metri), fra un’intricata selva e la stretta striscia di riva pietrosa, dove in diversi punti era impossibile passare per la presenza dell’acqua o di grossi massi. Considerata la variabilità delle portate nei diversi periodi.

PROGETTO APERTO PER IL FIUME ORETO – ANNO 2014 – CONOSCIAMO L’ORETO E LA SUA VALLE

Si riporta di seguito il nuovo calendario delle prossime uscite già programmate per il progetto wwf di divulgazione della conoscenza del Fiume Oreto e della sua Valle. Tali uscite, aperte alla pubblica e gratuita fruizione, sono tutte a carattere escursionistico, anche se di diverso impegno, e in qualche caso sono riconducibili ad una semplice visita turistica.

Domenica 1 giugno 2014:

FONTANA GRANDE DI ALTOFONTE E FIUMELATO DI MECCINI

Domenica 8 giugno 2014:

VALLE DELLE NEVIERE E MONTE PIZZUTA

Sabato 14 giugno 2014:

RISORGIVA FONTANA LUPO

BREVE DESCRIZIONE DEI SITI:

FONTANA GRANDE DI ALTOFONTE E FIUMELATO DI MECCINI

Di grande interesse, sia per la conoscenza della geografia e della idrologia del fiume Oreto, sia per la visita di un suggestivo ambiente torrentizio dall’alta valenza naturalistica, sia anche per la visita di tesori storico-architettonici poco noti. L’escursione, rinunciando alla seconda parte, è riconducibile a semplice attività turistica.

Si inizierà, con facile percorso turistico, con la visita della Fontana Grande, importante risorgiva al centro del paese di Altofonte, cui seguirà la visita della Cappella di San Michele all’interno di un edificio normanno del XII secolo, la Reggia di Ruggero II, alquanto modificata nei secoli successivi.

Seguirà poi un’attività un po’ più impegnativa: l’escursione a piedi alla Valle del Fiumelato di Meccini, medio corso del fiume Oreto, tratto torrentizio immerso, tra lo scrosciare delle acque, in un suggestivo ambiente naturale ricco di una grande varietà di specie botaniche, arboree, arbustive ed erbacee, della vegetazione fluviale e ripale.

VALLE DELLE NEVIERE E MONTE PIZZUTA

L’escursione è la più impegnativa del ciclo previsto dal progetto e ci porterà sulla vetta più alta del bacino idrografico del fiume Oreto, che è anche la più alta dell’intero gruppo orografico dei Monti Palermitani. Si tratta del Monte Pizzuta, sito inserito nella lista delle ZPS e tutelato con l’istituzione della Riserva Naturale “Serre della Pizzuta”.

Per raggiungere la vetta, partendo dall’Abbeveratoio della Targia, dovremo risalire per intero la cosiddetta Valle delle Neviere, inserita fra i rilievi delle “Serre”, che veicola l’acqua del ramo oreteo di maggiore altitudine (Torrente dei Greci-Valle Garrone). Il nome della valle, di recente attribuzione ad opera degli escursionisti del CAI, deriva dalla presenza di ben 6 neviere (cui va aggiunta una settima gravitante nel bacino “Valle Jato”), fosse circolari scavate per la raccolta e conservazione della neve ai fini della produzione del ghiaccio. Dalla vetta, a 1.333 m, potremo ammirare un vasto panorama sui rilievi circostanti (Monti Palermitani) e sulle valli dell’Oreto e del Belìce Destro, ma anche sull’area orografica Sicano/Imerese, sulle Madonie e sui rilievi del Trapanese. L’ambiente sommitale è formato da una cresta dentellata di rocce carbonatiche cui si abbarbicano sporadici arbusti di leccio e cespugli di altre specie vegetali.

RISORGIVA FONTANA LUPO

La visita della Fontana Lupo chiuderà il ciclo delle uscite previste dal progetto. Il sito è fra i più suggestivi della Valle Oreto, in quanto rappresentato da una copiosa risorgiva che sorge pressappoco a metà della lunghezza dell’asta fluviale principale del fiume Oreto. Da qui, grazie all’abbondanza dell’acqua sorgiva, l’Oreto fruisce di un apporto costante tutto l’anno che ne regolarizza il regime del basso corso, conferendogli la principale peculiarità dei fiumi.
La risorgiva si localizza nell’alveo del fiume Oreto alla base dei rilievi dei Monti Palermitani rivolti a NE e poggianti su uno strato argilloso, impermeabile, che obbliga a risalire in superficie le acque che a monte si sono infiltrate nei terreni rocciosi permeabili.
Per raggiungere la risorgiva occorre seguire, dalle contrade a monte della borgata di Aquino, un breve e facile percorso a piedi e poi scendere, attraverso terreni coltivati ad agrumi e frutteti per i terrazzamenti della ripida sponda sx dell’Oreto.


CONVEGNO E MOSTRE
CONOSCIAMO L’ORETO E LA SUA VALLE

Il convegno previsto a conclusione del progetto si svolgerà nei giorni 27 e 28 giugno 2014 nei locali del Museo del Mare di Sant’Erasmo, ex-Deposito delle Locomotive, presso la foce del fiume Oreto.

Si sta organizzando una giornata di relazioni e interventi (due sessioni nella giornata di venerdì 27) con proiezione di “slide” e illustrazione di “powerpoint” e mezza giornata (sabato 28, sessione antimeridiana) di dibattito fra le parti interessate alla istituzione di forme di tutela del bacino Oreto.

La mostra documentale “Censimento del Fiume Oreto” di Pino Casamento sarà esposta durante il convegno e nello stesso locale, mentre la mostra pittorica sul Fiume Oreto di Marisa Battaglia sarà esposta in altra sede, ancora da stabilire.


PROGETTO DEL WWF PALERMO PER LA CONOSCENZA DEL FIUME PALERMITANO E DELLA SUA VALLE CON I SUOI TESORI NATURALISTICI E ANTROPICI

La presente stesura va considerata come un progetto in itinere che va completandosi, o modificandosi, secondo il contributo partecipativo di Istituzioni e Associazioni che intendono sostenerlo con loro iniziative o proposte in tema. Aggiornamento al 28/1/2014.

Con questo progetto il WWF-Palermo si propone di approfondire e diffondere la conoscenza del territorio pertinente al bacino del Fiume Oreto attraverso un percorso di visita, di escursioni e di mostre, oltre che di coinvolgimento partecipativo (perciò lo abbiamo definito “aperto”) degli Enti Locali, dell’Università e di Istituti e Associazioni culturali, al fine di riportare all’attenzione pubblica gli aspetti salienti dell’ambiente e dell’urbanizzazione con le connesse problematiche e di dare avvio a soluzioni ecocompatibili per la tutela ambientale di quel prezioso bene comune rappresentato dal Fiume Oreto e dalla sua Valle e per il conseguente miglioramento della vivibilità a favore dei cittadini dei Comuni in essa ricadenti.
Sono già state effettuate 2 visite guidate nel basso corso del Fiume Oreto, con percorsi urbani e periubani, a piedi e con alcuni spostamenti in auto, ed una escursione, altre 3 escursioni saranno fatte nel mese di giugno. Il 2 febbraio è stato effettuato il percorso urbano dalla foce del fiume alla Guadagna. Il 23 febbraio abbiamo percorso la sinistra idrografica, tratto meandriforme e Pagliarelli. Il 16 Marzo abbiamo fatto l’escursione all’alta valle del fiume Oreto, impluvi del Sant’Elia e bosco della Costa Lunga.
In tutto 6 uscite domenicali, in calendario da febbraio a giugno, durante le quali si entra in contatto visivo del fiume da diversi punti di osservazione: dai ponti che lo attraversano, da vie che corrono lungo i suoi argini, da sentieri che conducono alle sue rive e alle principali sorgenti.

Si ha così l’occasione di conoscere l’oggetto geografico “fiume” nelle diverse forme che il “nostro” fiume presenta e il suo rapporto con i terreni attraversati, da quelli extraurbani di montagna, collina fino alla pianura della periferia, a quelli urbani dove il fiume scorre costretto fra sponde artificiali in cemento. Vedremo l’Oreto del basso corso, vero e proprio fiume, l’Oreto torrentizio del medio corso, ma anche i ruscelli dell’alto bacino che lo alimentano, principalmente nella stagione delle piogge, attraverso una gradualità naturale basata sulla progressiva confluenza di rivoli sempre più copiosi man mano che l’acqua compie il suo percorso in discesa lungo i declivi dei terreni.
Durante le visite e le escursioni siamo accompagnati da esperti naturalisti che ci aiutano a cogliere tutti gli aspetti caratteristici della valle, dalla geologia alla geomorfologia, all’idrografia, alla flora e alla fauna.

Il progetto di conoscenza dell’Oreto prevede anche una mostra, che ad oggi si compone di 3 sezioni: una pittorica, una fotografica, con cartografia e descrizioni geografiche e una presentazione “powerpoint” della Valle. Tale mostra potrà essere arricchita con materiale di studi e ricerche condotti nell’ambito dell’Università. Avremo così modo di percepire sia la bellezza della Natura, sia la grazia che il bene comune Acqua rappresenta per le genti che ne fanno uso, ma anche la violenza dell’uomo, che non si fa scrupolo di fare un cattivo uso della “civiltà” alterando il corso del fiume, inquinandone le acque, e usandone l’alveo come occasionale discarica.
A conclusione del ciclo di uscite sarà opportuno che osservazioni fatte e studi pregressi si incontrino in una conferenza o in un convegno nei quali possa ancora una volta essere messa in rilievo l’urgenza della necessità di tutela di questo grande bene naturale che è il Fiume Oreto con tutta la sua valle, un tempo rispettato da popolazioni consapevoli ed oggi invece irriguardosamente e sconsideratamente maltrattate.
C)-Altre attività da inserire in calendario.
Attività di escursionismo “esplorativo” lungo stradelle e sentieri della valle. Pensiamo di effettuare escursioni a carattere esplorativo, magari in giorni infrasettimanali o di sabato, principalmente lungo le valli degli affluenti dell’Oreto. Alla fine si dovrebbe procedere alla stesura di una relazione con selezione del materiale fotografico raccolto.

Nel mese di giugno (o prima, se possibile) sarà esposta la mostra “ORETO, IL FIUME DI PALERMO” in luogo da definire. Sono già pronte 3 sezioni: quella pittorica di Marisa Battaglia, quella fotografica corredata da cartografia e descrizioni geografiche di Pino Casamento e il powerpoint ”Oreto, un fiume da salvare” di Maria Luisa Marchetta.

Nello stesso mese è prevista una conferenza sul Fiume Oreto con il contributo organizzativo e partecipativo delle Istituzioni, dell’Università e delle Associazioni culturali, per fare il punto sullo stato di cognizioni sul fiume e la sua valle, ma soprattutto sullo stato di avanzamento della proposta di istituzione di un parco a tutela del sito, nonché sulla individuazione degli ostacoli di ordine legislativo o antropico-territoriale e sulle possibili soluzioni.

WWF: RELAZIONE TERZA USCITA DEL PROGETTO ORETO

RELAZIONE TERZA USCITA PROGETTO WWF PALERMO PER LA CONOSCENZA DEL FIUME ORETO

Le sorgenti del Sant’Elia – Alto Oreto

Relazione terza uscita progetto WWF Palermo x conoscenza fiume Oreto
di Giuseppe Casamento

Il terzo evento programmato nel progetto WWF per la conoscenza del fiume Oreto si è regolarmente svolto domenica scorsa 16 marzo. La partecipazione di circa 90 persone ci segnala quanto sia alta la sete di conoscenza su questo nostro sito palermitano che la cultura degli ultimi 50 anni ha puntato a cancellare, come se l’Uomo potesse far scomparire le realtà geografiche che la Natura ha costruito in miliardi di anni.

Già! Il fiume Oreto è una fogna. La città ormai ha raggiunto le sponde del fiume costruendo palazzi sugli argini e ponti che consentono di passare da una sponda all’altra velocemente senza che ci si renda conto di stare attraversando un fiume. Sembra che l’uomo palermitano possa continuare a vivere ignorando l’esistenza dell’Oreto, dimenticando 10.000 anni di storia nei quali invece il fiume è stato per lui fonte di vita e benessere. Le colture praticate fino a pochi decenni fa possono essere abbandonate e andare in malora: tanto gli agrumi della Conca d’Oro, vanto un tempo della nostra produzione agricola, non serve continuare a produrli. Perché possono arrivare nei nostri mercati da Ribera (Valle del Sosio) o dalla Piana di Catania, o anche dalla Spagna e da Israele. Qui da noi servono case, scuole, centri commerciali, e tante tante strade per poter scorrazzare con le nostre veloci automobili bloccate in mezzo al traffico rumoroso inquinante e caotico.

Per dimenticare queste sconfortanti considerazioni abbiamo voluto programmare col WWF anche alcune escursioni che portassero alla scoperta, da parte dei Palermitani ignari, di alcuni siti della Valle dell’Oreto, che ad oggi mantengono caratteristiche di alta livello naturalistico.
Perciò, dopo le due visite del febbraio scorso in ambito urbano e periurbano, dove abbiamo osservato la foce e gli ultimi 5 km del corso del fiume, rilevando gli aspetti più negativi dell’urbanizzazione, dall’inquinamento da fogne, all’incuria, all’abbandono della cosa pubblica, abbiamo pensato di far conoscere l’altra estremità dell’asta fluviale che viene considerata come principale del fiume Oreto, cioè il Fiumetto Sant’Elia.

Così domenica, secondo il programma del nostro progetto, abbiamo portato le auto della nostra comitiva oltre l’abitato di Pioppo (Monreale) e al bivio Di Cristina (Giacalone) abbiamo proseguito per la SS186 in direzione di Partinico, fino a Villa Mirto-Renda, da dove abbiamo dato inizio alla nostra escursione a piedi per un percorso di montagna (bassa montagna) sul gruppo dei Monti Palermitani, nel settore di Partinico e Giacalone.

Ma prima di iniziare il percorso abbiamo esposto le motivazioni che ci hanno spinto all’avvio del nostro progetto, agli inviati della testata televisiva del TGS (Tele Giornale di Sicilia) Carla Andrea Fundarotto, accompagnata da un operatore televisivo, piuttosto interessati dalla nostra insolita iniziativa. In realtà per noi escursionisti è un’attività consueta. Ma non lo è per i Palermitani, che la domenica preferiscono alzarsi con comodo piuttosto che puntare la sveglia alle 6 del mattino. Comunque la presenza di televisione e giornalisti ci ha riempito di gioia perché rivela che la nostra iniziativa si diffonde e crea curiosità e sete di conoscenza di un ambiente naturale dimenticato e oltremodo trascurato da una civiltà a mio avviso cieca e imprevidente. Un sentito ringraziamento quindi al TGS e alle persone che hanno realizzato il bel servizio andato in onda nella stessa giornata e poi replicato nella mattina seguente.

Si parte quindi da Villa Mirto-Renda, casa padronale oggi agriturismo che nel 1860 ospitò Giuseppe Garibaldi durante la sua spedizione dei Mille.

Il percorso inizia per un ampio sentiero che risale le pendici nord-orientali del rilievo di Aglisotto, da cui si apre la visuale sul Piano di Renda (662 m s.l.m.) e sui dirimpettai Monti di Monreale (altro settore dei Monti Palermitani) con bella vista di Monte Gibilmesi (m 1.152). Ma già l’ambiente offre i primi spunti al nostro botanico che intrattiene il gruppo di escursionisti facendo osservare i diversi ambienti della zona: il pascolo delle aree vallive che sta per essere raggiunto da recenti speculazioni edilizie di villette residenziali o per villeggiatura; il versante montano con vegetazione arborea mista e cespugli e la vicina area demaniale di Aglisotto, che presto raggiungiamo, interessata da esteso rimboschimento ad aghifoglie.

Il sentiero prosegue in traversata del fianco NE del rilievo al limite dell’area demaniale, per cui ci troviamo con essenze da rimboschimento su lato monte e cespuglieto con querceto naturale su lato valle. Sul finire di questo tratto raggiungiamo il punto di confluenza di due impluvi e constatiamo, controllando sulla carta topografica, che tale luogo (m 825 s.l.m.) si può considerare come il punto d’inizio del Fiumetto Sant’Elia, alto corso del fiume Oreto. Proseguendo raggiungiamo un’attrezzata casa forestale, con un abbeveratoio colmo dell’acqua di una vicina sorgente.

Procediamo per breve tratto in salita per la stradella forestale e poi usciamo superando una larga chiudenda in legno, oltre la quale ci ritroviamo in area a pascolo, aperta, con bella vista sulla Valle dell’Oreto che attraversa la Conca d’Oro e termina al mare del Golfo di Palermo.
Aggirato un morbido poggio a cespuglieto, raggiungiamo il Bosco della Costa Lunga, una lecceta che ricopre interamente versanti e fianchi del rilievo che culmina a m 1.030, rivestendone completamente la sommità.

Per il pranzo al sacco ci fermiamo in un’ampia radura erbosa con cespugli, sul pendio che guarda a N, dove un enorme roccione in parte rivestito di edera, copre un po’ la vista della valle. All’ombra del bosco, proprio a fianco della radura, a SE, possiamo osservare alcuni punti in cui l’acqua affiora dal terreno roccioso ricoperto da humus e foglie secche. In uno di questi punti una canaletta in terracotta facilita lo sgorgare dell’acqua. Siamo a quota 840 m circa presso una delle sorgenti dell’Oreto, fra le più alte di quota.

Facciamo quindi un giro all’interno della lecceta seguendo tracce di sentiero che risalgono il pendio. L’ambiente è caratteristico con le rocce del rilievo che affiorano disordinate e fessurate, dove è percepibile la permeabilità del suolo che permetta all’acqua piovana di insinuarsi negli strati ipogei per poi riaffiorare nelle numerose sorgenti. Tutto è ricoperto di muschio, mentre gli alberi sono avvolti da edera e vitalba e mentre il ciclamino che ricopre ovunque il terreno, non è ancora fiorito.

Usciti dal meraviglioso bosco naturale seguiamo il pendio della radura in discesa e scendiamo per un viottolo fra cespugli di ginestra, prugnolo e calicotome. Giungiamo sul bordo di un abbeveratoio colmo dell’acqua di una vicina sorgente che sgorga alla base del roccione di cui si è precedentemente detto.

Da qui inizia una stradella in terra battuta che conduceva ad alcune case padronali, ora tutte abbandonate, Casa Scalea, Casa Puleo, Casa Salamone. Infine entriamo nella proprietà di Villa Mirto, dove ritroviamo il Fiumetto Sant’Elia, che qui dobbiamo guadare (facile, ma c’è molto fango). Quindi superiamo il grande abbeveratoio di pertinenza della Villa e per il fianco

E della stessa, lungo il bordo di un giardino “all’italiana” con grandi alberi, siepi e statue, ritorniamo al luogo di partenza e concludiamo l’escursione.

Giuseppe Casamento
Palermo, 18 marzo 2014.