Visita del Museo Geologico di Palermo “Gaetano Giorgio Gemmellaro”

PROGETTO: PASSEGGIATE E VISITE NELLA CONCA D’ORO

SABATO 3 FEBBRAIO 2018

MUSEO GEOLOGICO DI PALERMO
“GAETANO GIORGIO GEMMELLARO”
PALERMO – CORSO TUKORY 131

Visita guidata d’interesse scientifico, d’indirizzo geologico e paleontologico.

La visita sarà guidata dal conservatore del Museo, dott.sa Carolina Di Patti e dalla cooperativa di geologi “GEA – Servizi Scientifici”.

Referente per il Wwf: Giuseppe Casamento (349 159 7344)

Prenotazione obbligatoria entro venerdì 2 febbraio (telefonare al referente Wwf).

Data la disponibilità di più guide, sarà ampia la possibilità per la libera partecipazione: si potranno formare più gruppi, fino a un massimo di 4, ciascuno di numero non superiore a 25 persone, che inizieranno contemporaneamente la visita.

Orario d’inizio: ore 10. Durata massima: 2 h.
Costo del biglietto d’ingresso al museo, per gruppi: € 3,00 a persona

Prosegue il percorso del Wwf Sicilia Nord-Occidentale per la conoscenza del Territorio: il Gruppo “Conca d’Oro” organizza la visita del Museo Geologico di Palermo “Gaetano Giorgio Gemmellaro”.

Il Museo Geologico di Palermo è una delle principali istituzioni culturali della Conca d’Oro, richiamo di studiosi da tutto il mondo e di cittadini orientati per la conoscenza. Gestito dall’Università di Palermo, è un luogo fondamentale per chi segue gli studi di geologia. I reperti esposti nelle bacheche delle sue sale sono provenienti da ogni parte della Sicilia e sono una chiara testimonianza delle varie fasi della lunga storia geologica che racconta la formazione della nostra Isola e l’evoluzione delle specie viventi che l’hanno popolata nel passato.

Breve testo di presentazione del Museo a cura del Conservatore.

Il Museo Geologico “G. G. Gemmellaro”. La storia del museo geologico dell’Università di Palermo inizia con la nascita della Regia Accademia degli Studi, istituita nel 1779 dal re Ferdinando I di Borbone, trasformata in Regia Università degli Studi nel 1805. Al suo interno venne allestito un Gabinetto di Scienze Naturali ove sono raccolte collezioni di rocce e fossili. Nel 1860, con la venuta a Palermo di Gaetano Giorgio Gemmellaro (1832-1904), chiamato a ricoprire la cattedra di Geologia e Mineralogia nella Facoltà di Scienze Fisiche e Matematiche, viene fondato il Museo Geologico che in breve diventerà una delle più prestigiose istituzioni museali della città di Palermo e uno tra i principali musei geologici e paleontologici europei. Il museo, ospitato fin dalla sua costituzione nei locali di via Maqueda, dopo varie vicissitudini e una prolungata chiusura, riapre nel 1985 nell’attuale sede di corso Tukory 131. Il patrimonio del Museo è costituito da oltre 600.000 reperti suddivisi in numerose collezioni, fra le quali spiccano quelle riguardanti la storia geologia della Sicilia, con fossili che abbracciano un intervallo di tempo di oltre 270 milioni di anni, e collezioni geologiche e paleontologiche provenienti da tutto il mondo. Il museo custodisce oltre mille olotipi (esemplari sui quali sono state istituite specie fossili). La superficie espositiva si articola su tre piani e racconta la storia della Sicilia, ma non solo, partendo dai fossili del Permiano della valle del Sosio (270 milioni di anni fa) fino ad arrivare alla prima presenza umana sull’isola (circa 15.000 anni).

WWF: Gruppo Conca d’Oro, un anno di impegno per l’ambiente nella nostra città.

Giuseppe Casamento, team leader del gruppo di lavoro  “Conca d’Oro”, comunica una breve sintesi delle molteplici attività svolte durante questo 2017.

Un grazie a Giuseppe e a tutti i componenti.

WWF – OA SICILIA NORD-OCCIDENTALE GRUPPO “CONCA D’ORO”
(Gruppo di lavoro per la tutela ambientale della Conca d’Oro)

  • Marisa Battaglia
  • Pino Casamento
  • Pietro Ciulla
  • Giovanna Tiziana Maida
  • Caterina Maniscalco
  • Maria Luisa Marchetta
  • Felice Pavone

Sintesi lavori 2017

1 – PASSEGGIATE NELLA CONCA D’ORO – 2017

Già nel corso dell’anno il progetto “Passeggiate nella Conca d’Oro” si è sdoppiato in due sezioni: quello delle “passeggiate” e quello delle “visite”.

Ciò in seguito alla realizzazione, in data 11 novembre 2017, della visita all’impianto RAP di Bellolampo per il trattamento meccanico e biologico dei rifiuti (TMB).

Si è trattato di una visita ad un impianto, non aperto al pubblico, di un’azienda municipalizzata che gestisce un settore di servizi fondamentali per il mantenimento dell’igiene nella città. Visita quindi ad un sito assimilabile ad un impianto industriale, dove i rifiuti indifferenziati vengono opportunamente vagliati, selezionati e recuperati a seconda del tipo di materiale, con la parte umida che viene sottoposta a trattamento biologico al fine della stabilizzazione prima del collocamento in discarica. Visita infine, che non ha comportato alcuna passeggiata preliminare o interna al sito.

Diversamente le altre passeggiate realizzate nel corso dell’anno 2017 sono state caratterizzate da percorsi a piedi, di differente difficoltà, esterni e/o interni al sito oggetto di visita.

La prima delle tre passeggiate realizzate, quella del 4/2 alla “Tenuta Favarella”, guidata dal prof. Giuseppe Barbera, ha comportato una camminata di circa 4 km, con un breve percorso esterno e un più lungo ma facile percorso all’interno di un terreno agricolo privato dove sussiste la coltura degli agrumi, degli ulivi e di fichidindia a testimonianza del paesaggio agrario e della produttività della Conca d’Oro, ora in gran parte perduti.

La seconda passeggiata, quella del 31 marzo alle Sorgenti del Gabriele, guidata dal prof. Carmelo Nasello, è stata realizzata con un percorso esterno allo stabilimento, allo scopo di far conoscere la storia del territorio attraversato (che era “Riserva reale” dei Borboni) oltre a brevi percorsi all’aperto, interni all’area gestita dall’AMAP (azienda municipalizzata degli acquedotti palermitani), area in cui insistono sia il gruppo di sorgenti naturali, sia gli impianti per la potabilizzazione dell’acqua.

La terza passeggiata, quella del 25 novembre al Fiumelato di Meccini, è stata un omaggio al nostro unico fiume: il Fiume Oreto, nostro perché di noi Palermitani, unico perché gli altri piccoli fiumi prima esistenti nel nostro territorio sono stati modificati dall’uomo, subendone la “tombatura”, la canalizzazione, la deviazione. In pratica dei vecchi fiumi palermitani sono rimasti l’Oreto, che scorre interamente nella Conca d’Oro attraversandola centralmente e l’Eleuterio, che però è palermitano solo perché 4 dei suoi circa 36 km segnano il confine orientale della Conca d’Oro.

Invero la passeggiata al Fiumelato, guidata dal prof. Carmelo Nasello, è stata una vera e propria escursione, con un percorso a piedi lungo circa 6 km, con tratto urbano e tratto periferico di avvicinamento, e con un ben più impegnativo percorso nell’alveo sia per la discesa al fondovalle e successiva risalita, sia per la progressione lungo l’accidentato e asciutto greto del torrente. Però è stata un’escursione di breve durata, terminata entro le ore 13, perciò l’abbiamo considerata passeggiata.

2 – ESCURSIONI NELLA CONCA D’ORO – 2017

Per le escursioni nella Conca d’Oro il nostro Gruppo ha programmato, e realizzato in data 5 marzo 2017, l’escursione a Monte Pellegrino, guidata dal prof. Cipriano Di Maggio. Partendo da Piazza Niscemi si è attraversato il Parco della Favorita, si è salito per la Valle del Porco, si è poi compiuto un lungo giro sul vasto altopiano del monte, giungendo fino allo Zubbio della Perciata, pozzo carsico comunicante con la sottostante Grotta dell’Addaura 1a, infine si è disceso per la scala della Rufuliata.

Altre escursioni della Conca d’Oro sono state organizzate e realizzate dal Gruppo di Escursionismo.

3 – PASSEGGIATE PER LE VIE DEI TESORI – 2017

Tre le passeggiate realizzate per le Vie dei Tesori: la passeggiata ad Acqua dei Corsari per la visita del Teatro del Sole, quella a Vergine Maria, fra tonnara, spiaggia e Cimitero degli Inglesi, e quella all’Addaura, dall’Istituto Roosevelt a Punta Priola. Una quarta passeggiata era prevista a Sferracavallo per la visita della Riserva Naturale di Capo Gallo lungo i percorsi litoranei, ma è stata annullata per il segnalato pericolo di caduta massi dalle strapiombanti pareti dell’importante sito naturalistico.

Pino Casamento – dicembre 2017

ILWWF E LA TUTELA DELL VERDE RESIDUO DELLA CONCA D’ORO

Il WWF è impegnato con determinazione a preservare quel poco di verde rimasto a ricordarci cosa era fino a pochi anni fa la valle dell’Oreto. Essa ha incantato da sempre i viaggiatori e i conquistatori: dai fenici agli arabi ai normanni ai viaggiatori del Gran Tour.

Il WWF, Salvare Palermo con il Forum Associazioni, Legambiente e molti cittadini hanno manifestato venerdì 17 sulla terrazza di Baida per denunciare il progetto della Regione di costruire il Centro Direzionale a Luparello.

Luparello è un bene del patrimonio immateriale dei Palermitani perché si trova in primo piano nella visuale panoramica da Baida. E’ un paesaggio residuo della Cultura e della Civiltà palermitana che tanta fama ed importanza ha avuto nella Storia già da millenni.
Quel poco che è rimasto della Conca d’Oro, compreso Luparello, va tutelato per conservarne ai posteri la memoria del passato splendore, sia esso in senso fisico che in senso ideale.
Non si può cancellarlo con una colata di cemento, neanche se questa fosse ritenuta “necessaria: si possono trovare alternative non devastanti per risolvere la necessità.

Le Associazioni ambientaliste operano per tutelare quanto è rimasto, nella Conca d’Oro, della Natura e delle testimonianze artistiche e culturali, comprese quelle agrarie e colturali in particolare dell’agrumicoltura.

Invece non è comprensibile il motivo per cui le Istituzioni territoriali – Comuni, Provincia, Regione – non abbiano alcun riguardo per esse e per la Natura. Dovrebbero essere Loro a preoccuparsene ancor prima dei Cittadini e non fare a gara a chi “devasta prima e meglio”. Se non c’è più spazio nella Conca d’Oro per le “grandi opere”, che si facciano al di fuori di Essa.

Il bene ambientale va messo al primo piano nella scala delle priorità da perseguire. Prima ancora del lavoro, della sanità, dell’economia, vanno considerati i beni naturali comuni come l’aria e l’acqua, perchè senza di essi non c’è vita.

Evitiamo perciò che questi elementi si inquinino, teniamo pulito ed integro il territorio così come l’acqua delle sorgenti e dei fiumi, per poterla usare tutti, seppure con rispetto e parsimonia: il bene acqua non è infinito, quindi non va sprecato, e facciamo in modo che tutti possano disporne nella giusta quantità ed al prezzo politico del costo minimo, tale da non consentire ad alcuno indebite speculazioni.

L’aria pulita la producono le aree verdi e quanto maggiore è l’affollamento antropico urbano, tanto maggiore è la necessità di avere grandi spazi verdi, produttori di ossigeno.
Non si capisce perciò la miope politica delle Istituzioni locali di continuare a distruggere il verde residuo della Conca d’Oro per costruire manufatti antropici a base di cemento.

Da tempo ci battiamo per conservare la fascia di verde residuo della Conca d’Oro che avvolge la città: dagli Agrumeti di Ciaculli, al Parco di Maredolce, alla Valle del Fiume Oreto, alla Fossa della Garofala, all’area di Boccadifalco-Luparello-Istituto Zootecnico, al Canale Passo di Rigano-Villa Turrisi, al verde di Uditore e poi Cruillas-Mortillaro e poi ancora la Piana dei Colli e Pallavicino e Tommaso Natale, fino alle falde dei monti Pellegrino e Gallo e a Mondello e Sferracavallo. Una fascia di verde, seppure frammentata da una miriade di costruzioni e di strade, che è assolutamente necessario proteggere e mantenere per poter continuare a respirare in questa felicissima (un tempo) ed oggi sfortunata città.