Il WWF sulla strage dei cani a Sciacca

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La strage di cani avvenuta a Sciacca, dove circa 40 randagi sono morti avvelenati per mano dell’uomo, rappresenta un crimine di una violenza e di una gravità inaudita che non solo deve essere condannato con forza ma che necessita anche di una risposta immediata e risoluta da parte delle istituzioni e della società civile.

“Siamo certi che le forze dell’ordine e la magistratura riusciranno a individuare e assicurare alla giustizia gli autori di questa barbarie – dice Franco Andaloro, delegato WWF per la Sicilia – ma è anche necessario che siano prese subito misure più drastiche affinché non possano ripetersi più eventi drammatici come questo che si è verificato in un comune attento alla conservazione degli animali selvatici e che si sta adoperando per la messa a punto di azioni per tutela dei cani abbandonati ma che potrebbe replicarsi ovunque”.

“Il randagismo è un problema estremamente grave nelle regioni del sud Italia e particolarmente in Sicilia – continua Andaloro -. Chiediamo quindi al presidente della Regione Musumeci di mettere in atto, in accordo con le municipalità, tutte le misure necessarie per il suo contenimento e la sua gestione sia attraverso il presidio del territorio anche attraverso l’impiego dei forestali, sia attuando tempestivamente, di concerto con il ministero della Salute, un piano di microchippaggio e di sterilizzazione dei randagi e il loro affidamento a canili municipali o comunque a canili certificati e monitorati”.

Il WWF ritiene inoltre che vada condannato e punito in modo esemplare anche l’abbandono dei cani e di altri animali domestici,fenomeno in rapida crescita. Nella conferenza di servizio tenuta oggi a Sciacca, il WWF ha assicurato al comune di Sciacca e alla Regione Siciliana la propria disponibilità a collaborare per azioni congiunte.

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