Villa Trabia, un gioiello deturpato e semi-abbandonato: il nostro dossier

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Qualche giorno fa, PER LA PRECISIONE IL 23 DICEMBRE 2017, nell’ambito delle nostre attività di attivismo ambientale ci siamo recati in sopralluogo presso la Villa Trabia di Palermo, un giardino storico ormai ridotto veramente in pessime condizioni ambientali. 

L’avevamo già fatto per Villa Giulia anche se qui la situazione è lievemente migliore, e proseguiremo per le altre ville e giardini palermitani.

Oggi, a mezzo stampa, abbiamo appreso che verranno stanziati i soldi per le ville storiche di Palermo. Finalmente !!

http://www.qds.it/26994-palermo-dagli-appalti-alle-opere-pubbliche-sono-decine-le-delibere-approvate.htm 

Ci sono 855mila euro prelevati da un fondo complessivo di 2 milioni per la riqualificazione di aree verdi e ville storiche (Villa Trabia alle Terre Rosse, il Giardino Inglese, il Parterre Falcone e Morvillo, Villa Sperlinga, i Giardini della Palazzina Cinese e il Parco di Villa Niscemi). C’è il terzo stralcio di un progetto di due milioni per le aree urbane e suburbane degradate in tutte le circoscrizioni, tra le quali Piazza Giovanni Paolo II, Via Brancaccio, Via Giuseppe Lanza di Scalea, Viale Michelangelo, Via Pallavicino, Via Pitrè e Viale Campania.”

Ci volevano proprio perché la situazione è di grave degrado.  

Leggere e guardate cosa abbiamo trovato per esempio a Villa Trabia. Auspichiamo anche che i lavori vengano fatti bene e al più presto.


DOSSIER WWF SICILIA NORD OCCIDENTALE VILLA TRABIA ALLE TERRE ROSSE

In data 23 dicembre 2017 alcuni rappresentanti dell’O.A. Wwf Sicilia Nord-Occidentale si sono recati presso Villa Trabia alle Terre Rosse, per verificare lo stato del parco.

BREVI CENNI STORICI

Storicamente il parco inizia a svilupparsi dal 1756; è diviso in due parti, tagliato in due da un dislivello naturale (con delle antiche “pirrere”, cave di calcarenite) e le due sezioni del parco sono collegate da un ponte di stile barocco, all’interno di esso sono presenti delle antiche serre ed una grossa fontana del Seicento. Un inventario redatto da Vincenzo Ostinelli nel 1910 enumerava 2.790 specie di piante.
Tra quelle sopravvissute sino ai giorni nostri possono essere citati alcuni maestosi esemplari di Ficus macrophylla, un vetusto esemplare di pino dell’Himalaya (Pinus roxburghii), la sofora del Giappone (Sophora japonica), rare essenze esotiche come la messicana Ehretia tinifolia, il giapponese Cocculus laurifolius, la cinese Lonicera fragrantissima, l’australiana Grevillea robusta, l’asiatico Ligustrum lucidum, assieme a specie tipiche della flora mediterranea quali il leccio (Quercus ilex) e l’alaterno (Rhamnus alaternus).

Qui di seguito un elenco delle “anomalie” riscontrate durante il nostro sopralluogo

• Accedendo dall’ingresso di Via Salinas sui piloni sono presenti graffiti senza alcun pregio, i graffiti sono presenti anche all’interno del parco sulle sedute in marmo, nei piloni del ponte barocco e nella balaustra. In merito alla balaustra abbiamo riscontrato anche l’assenza di alcuni elementi

• La sbarra automatica e il sensore ottico sono non funzionanti

• Le serre sono abbandonate, le strutture corrose dalla ruggine, i vetri rotti e l’interno è usato come ricovero per i gatti con tanto di cuccette e scodelle per alimentarli

• Alcuni elementi decorativi rotti sono abbandonati lungo il muro di cinta su via Salinas coperti da ramaglie

• Nell’angolo nord-ovest del parco, all’incrocio tra Via Salinas e Via Almeyda sono presenti un cumulo di rifiuti che affiorano dal terreno, si intravedono un copertone abbandonato, una vecchia sedia in legno e altro, non meglio identificabile

• Lungo i sentieri periferici della villa sono presenti rifiuti abbandonati di ogni sorta, bottiglie in plastica, lattine, vetro

• L’area di sgambamento cani non è indicata e alla data del nostro sopralluogo è senza acqua

• L’acqua delle fontane è torbida e i fondali sporchi

La situazione di degrado maggiore è stata riscontrata nell’area del dislivello, dove sorgevano le vecchie cave di calcarenite, nei pressi del ponte su Via Mattarella, dove all’interno delle grotte abbiamo trovato una grossa mole di rifiuti abbandonati: vecchi cataloghi, carta e cartoni, la carcassa di un motorino, sacchetti in plastica, bottiglie.


LE FOTOGRAFIE DELLO STATO DI FATTO RISCONTRATO DURANTE IL SOPRALLUOGO:

I rifiuti abbandonati all’interno ingrottati nell’area delle vecchie cave di calcarenite, sul lato prospiciente via Piersanti Mattarella

 

La serra abbandonata

 

Una delle sedute danneggiata dai graffiti

 

Gli elementi decorativi rotti abbandonati lungo il muro di cinta su Via Salinas

 

La sbarra automatica rotta, l’area di sgambamento senza acqua

 

Il fondo delle fontane sporco CON CASSETTINE DI PLASTICA PIENE DI RIFIUTI e l’acqua torbida

 

L’intradosso del ponte barocco

 

Degrado, rifiuti e abbandono diffuso ovunque

 

Anche un motorino abbandonato nella grotta lato via Mattarella

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