Potature del filare di Ficus di Via Ernesto Basile a Palermo

In questi giorni stiamo assistendo all’ennesima potatura radicale degli alberi di via Ernesto Basile, in un batter d’occhio ci ritroviamo un viale meraviglioso trasformato in un deserto.

Conosciamo i fatti contingenti.

Gli alberi hanno letteralmente avvolto l’impianto di pubblica illuminazione rendendolo di fatto completamente inefficace, oscurando la strada e creando situazioni di pericolo per i pedoni che la sera attraversano la strada e rischiano la vita in quanto in questa via, in barba a tutti i divieti di velocità esistenti, le auto sfrecciano al di là di quanto dovrebbero.

E però le vittime di questa situazione sono gli alberi, i poveri alberi e indirettamente anche noi che avremo meno verde, meno ossigeno, meno godimento di bellezza e serenità, più inquinamento e più sensazione di squallore e bruttezza.

Inoltre, alla lunga, a forza di procedere con le potature selvagge e ad alzo zero, certamente la salute degli alberi, sempre i poveri alberi, non ne trarrà godimento.

E infine, quanti nidi sono stati distrutti? quanti punti di appoggio e ricovero per gli uccelli sono stati azzerati ? e ci chiediamo inoltre: perché potature così radicali ? E’ una scelta operativa ? è una necessità organizzativa ?

Che fare ?

Ancora una volta la necessità ed il contingente ammazzano la programmazione, la visione organica e complessiva dei problemi, ancora una volta si ha la sensazione di assistere ad attività estemporanee e isolate dal contesto complessivo e ancora una volta ci rimettono i più deboli: gli alberi e noi comuni cittadini.

E’ noto a tutti che molti problemi vengono da lontano, che tante volte si sono piantati alberi non prevedendo quello che gli stessi avrebbero determinato nel tempo e che occorre un piano complessivo di gestione del patrimonio attuale e soprattutto di proiezione nel futuro del verde cittadino che sia abbondante, rigoglio e compatibile però con le esigenze urbane.

Ovviamente Palermo ha anche le grandi ville dove i discorsi sono altri, là potremmo creare delle vere e proprie oasi di biodiversità e di naturalità.
Ancora una volta impattiamo quindi con problemi complessi e per risolvere i quali occorrono risorse, pianificazione, visione di insieme, proiezione nel futuro etc etc etc

Da mesi chiediamo che l’Amministrazione comunale si attrezzi con strumenti che permettano di affrontare in modo unitario e complessivo i problemi.

Strumenti che potrebbero far venire in mente, per esempio, che sarebbe opportuno ricostruire una volta e per tutte l’impianto elettrico di via Basile sull’altro lato della strada e lasciare finalmente in pace gli alberi.

Abbiamo più volte chiesto di formare un tavolo tecnico per il verde, una consulta del verde o qualcosa di simile per potere contribuire anche noi Associazioni alla corretta gestione del verde in città, quando ?

Nuovo nido di tartaruga marina a Trappeto (Pa)

Un’altra bella sorpresa che ci riserva la Natura a Trappeto, città metropolitana di Palermo.

Un’altro nido di Caretta caretta scoperto, grazie alle tracce inconfondibili, da una ragazza frequentatrice di una spiaggia nei pressi della bella e storica località balneare della costa occidentale del palermitano.

Viviana Satta che vive in zona ha riconosciuto le inconfondibili tracce lasciate sulla sabbia, nella notte tra il 25 e il 26 giugno scorso, da una grande tartaruga marina, dedotto dalla traccia lasciata sull’arenile dall’animale, del genere Caretta caretta, la tartaruga comune del Mediterraneo in forte pericolo di estinzione.

Viviana ha quindi contattato per la verifica un amico naturalista, Giuseppe D’Asaro sempre di Trappeto, che si è messo in contatto con il network tartarughe marine del WWF Sicilia Nord Occidentale.

Francesco Paolo Palazzo, consigliere del WWF locale e referente del progetto “Life Euroturtles”, autorizzato dal Ministero dell’Ambiente, ha quindi effettuato un sopralluogo e il riscontro è stato positivo: secondo nido accertato nel golfo di Castellammare, ad una settimana esatta dal primo di Alcamo marina.

Allertata Guardia Costiera e Comune di Trappeto come da prassi, insieme ai volontari e attivisti dell’associazione, si è provveduto a mettere in sicurezza il nido recintandolo con apposita protezione da possibili aggressioni esterne alle uova.

Chiunque volesse partecipale alla sorveglianza volontariamente a questo o ad altri luoghi di nidificazione può farne richiesta ai numeri: 328 738 7379 e WhatsApp: 333 595 1808

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Il video e le foto di seguito possono essere pubblicati liberamente, grazie:

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https://youtu.be/m1PtMxmPtLw

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A Maggio e Giugno fermo biologico per il Riccio di mare

Pasta coi ricci ? NO GRAZIE !

Così dobbiamo rispondere al ristorante dato che hanno riaperto ! E non solo ! Occhio a chi li vende, il mercato nero è dietro l’angolo. Se abbiamo dubbi… chiamiamo la Capitaneria di Porto al numero 1530

La stessa Capitaneria di Porto ricorda che “permane il divieto assoluto di cattura di ricci di mare nei mesi di maggio e giugno. La violazione è punita con una sanzione che va da 1.000 a 6.000 euro”.

Infatti in questo periodo i sequestri aumentano. Ma il danno che si fa in natura prelevandoli indiscriminatamente non è quantificabile con una semplice sanzione !

Nell’ambito del progetto di tutela del mar Mediterraneo, del WWF Italia, con la campagna informativa #GenerAzioneMare, il WWF Sicilia Nord Occidentale mette a conoscenza dei cittadini che il Riccio di mare, Paracentrotus lividus, è sottoposto a un prelievo indiscriminato, per questo motivo la sua raccolta è regolamentata da un decreto ministeriale che ne disciplina i tempi e le modalità sia per la pesca professionale che sportiva.

I ricci di mare infatti, essendo degli attivi brucatori, rivestano un importante ruolo ecologico nel delicato equilibrio dell’ambiente marino: una diminuzione della popolazione di questi echinodermi può portare a una proliferazione algale, così come una loro sovrappopolazione può portare a fondali poveri di vegetazione (barren sites), con conseguente scomparsa di biodiversità.Prelevarli quindi si tratta di un vero e proprio “crimine di natura”.

A tal fine ogni anno a Maggio e Giugno, periodo di riproduzione, ne E’ VIETATA LA PESCA, LA VENDITA E IL CONSUMO. Quindi almeno in questo periodo lasciamoli in pace ! Ricordiamocelo sempre…