Un corso WWF a Palermo per diventare Assistenti antibracconaggio

“Guardiani del territorio” impegnati nella tutela della natura e la lotta contro l’illegalità ambientale

Domenica prossima si terrà a Palermo un corso organizzato dal WWF Italia per la formazione di volontari che aspirano a diventare “Assistente Ambientale e Antibracconaggio (A.A.A.)”: si tratta di una figura creata dall’Associazione con funzioni operative o amministrative di ausilio alle Guardie WWF, per dare la possibilità di attivarsi in prima persona a favore della natura oppure per coloro i quali decidano di intraprendere un percorso graduale prima di diventare Guardie WWF, riconosciute con decreto del Prefetto.

Lo scopo è quello di preparare e formare volontari specializzati nella individuazione, sul territorio, dei numerosi illeciti che si compiono quotidianamente ai danni dell’ambiente: dall’uccisione di specie protette al bracconaggio, dagli abusi edilizi all’abbandono di rifiuti, dal maltrattamento degli animali al commercio illegale di fauna e flora, dall’inquinamento di fiumi e mari, alla pesca illegale, dalle attività industriali inquinanti, agli scarichi abusivi, agli incendi.

Gli A.A.A. coadiuveranno e supporteranno l’attività delle Guardie WWF – pubblici ufficiali deputati alla vigilanza, accertamento e contestazione di numerose fattispecie di violazioni di carattere ambientale – che in Sicilia sono già presenti con Nuclei provinciali a Palermo, Trapani e Caltanissetta.

Il corso, della durata di 8 ore, tratterà numerose e diversificate materie inerenti la tutela dell’ambiente e del patrimonio faunistico con relatori altamente qualificati:

dalla conservazione e tutela dei rapaci in Sicilia – Aquila di Bonelli, Capovaccaio e Lanario (Massimiliano Di Vittorio) al fenomeno della pratica illegale dell’uccellagione (Giovanni Guadagna);

dalla normativa inerente la detenzione e la commercializzazione di specie animali minacciate di estinzione – CITES (Saverio Feudale) alle battaglie del WWF Sicilia sui Calendari Venatori e per la tutela della fauna (avv. Antonella Bonanno).

L’evento è stato organizzato dall’Ufficio legale – legislativo del WWF Italia (avv. Domenico Aiello) e dal Coordinamento nazionale della Vigilanza WWF Italia (Giampaolo Oddi); i lavori saranno introdotti dal Delegato WWF per la Sicilia e membro del Comitato Scientifico WWF Italia, Franco Andaloro, dal Presidente del WWF Sicilia Nord Occidentale, Pietro Ciulla, e dal Coordinatore regionale della Vigilanza WWF Italia, Ennio Bonfanti.

“Gli “Assistenti Ambientali e Antibracconaggio (A.A.A.)” formeranno una squadra di ‘guardiani del territorio’ dedicando la loro passione e il loro impegno alla tutela della natura e alla lotta contro l’illegalità ambientale – dichiarano gli organizzatori – un manipolo di cittadini attivi che hanno deciso di impegnarsi in prima persona per proteggere un patrimonio che è di tutti, contribuendo concretamente alle battaglie e alle vittorie che ogni giorno fanno la storia del nostro territorio”.

C’è tempo fino al 10 ottobre per iscriversi gratuitamente al corso; gli interessati troveranno tutte le informazioni ed il programma sulla pagine Facebook dedicata all’evento (www.facebook.com/events/726816197827706) o scrivendo a guardiewwf-sicilia@wwf.it

News del WWF Italia

WWF: la diga Rosamarina, 100 milioni di metri cubi di alta ingegneria idraulica

Nell’ambito delle attività di conoscenza del territorio e delle grandi opere che utilizzano metodi naturali per produrre un servizio pubblico, il WWF Sicilia Nord Occidentale ha organizzato una visita guidata sabato 5 ottobre 2019 presso la grande Diga Rosamarina in territorio di Caccamo, provincia di Palermo.

Per motivi di sicurezza la visita è stata riservata ai soci in buone condizioni fisiche e senza particolari problemi di vertigini o claustrofobici. 

Il gruppo coordinato dal Presidente Pietro Ciulla e dal Prof. Carmelo Nasello (Università di Palermo) è stato guidato dal tecnico dell’impianto Sig. Leonardo Geraci e autorizzato dal Dott. Ing. Marco Bonvissuto, funzionario dell’assessorato regionale energia, dipartimento acqua e rifiuti, Infrastrutture per le acque. 

All’Ing. Bonvissuto e al Sig. Geraci vanno i ringraziamenti del Presidente Ciulla e del gruppo che ha partecipato con attenzione e partecipazione all’interessante e formativa visita alla grande diga Rosamarina, la terza per grandezza in Sicilia e prima in Europa per tipologia impiantistica ovvero del tipo strutturale ad arco-gravità. 

Il complesso della diga di Rosamarina rientra nel sistema di impianti rivolto a soddisfare la domanda di consumi idrici per gli usi civili, agricoli ed industriali del palermitano.

Il bacino, determinato dallo sbarramento del fiume San Leonardo, presenta un’estensione pari a 500 Kmq. Con una capienza massima a pieno regime di 100 milioni di mc.

Attualmente, dai dati acquisiti a seguito della visita, la diga contiene quasi 60 milioni di Mc di acqua.

NOTE TECNICHE

La diga sbarra il corso del fiume San Leonardo a circa 6 Km. dalla foce con la sezione di sbarramento delle acque posta a quota 90 metri sul livello del mare.

Lo sbarramento posto all’ingresso di una stretta gola entro le formazioni calcaree appartenenti ai rilievi montuosi circostanti e formati da calcari dolomitici intensamente fratturati, marne, calcari e scisti con spessore di circa 30 metri.

I terreni dell’area dell’invaso sono costituiti da depositi argillosi in contatto con le formazioni calcaree rese impermeabili con opportuni trattamenti.

La diga è in muratura di calcestruzzo, del tipo strutturale ad arco-gravità, che raggiunge un’altezza massima di 93 metri e con uno sviluppo in lunghezza al coronamento superiore pari a 200 metri.

Il progetto dello sbarramento del fiume San Leonardo alla stretta di Rosamarina venne approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel luglio 1969 e venne finanziato dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana che ne affidò la realizzazione in concessione all’Ente di Sviluppo Agricolo.

I lavori vennero appaltati nel 1972 dall’impresa Astaldi che li iniziò nell’ottobre dello stesso anno.

Ultimati i lavori di costruzione della diga ed eseguiti ulteriori e successivi interventi di sigillatura dei giunti costruttivi con impiego di malte cementizie additivate, l’impianto è stato avviato verso gli invasi sperimentali.

I primi invasi del serbatoio vennero eseguiti nel corso degli anni 1994 e 1995 e per altezza di ritenute limitate, prevalentemente per testare il corretto comportamento dello sbarramento in termini di tenuta idraulica.

La prima autorizzazione all’invaso concessa dall’allora Servizio Nazionale Dighe intervenne solo nel gennaio 2001 con la quale venne temporaneamente assentito il raggiungimento della quota di 133,00 metri s.l.m. al quale corrispondeva un volume di invaso di appena 8,00 Mmc.

L’ultima autorizzazione rilasciata nel maggio 2004 e tutt’oggi vigente, consente il raggiungimento della quota di 165,00 metri s.l.m. cui corrisponde un volume di invaso di 81,5 Mmc. A fronte della quota di massima regolazione di 169,50 metri s.l.m.

Il livello autorizzato è stato ai fini pratici già raggiunto nel mese di maggio 2004 allorquando si è registrata la quota di 164,93 metri s.l.m. – la massima sin qui raggiunta.

Le acque dell’invaso hanno una utilizzazione irrigua per i comprensori della fascia costiera tra Palermo e Cefalù ed idropotabile per la città di Palermo.

Tutto il lago è costeggiato da una strada sterrata abbastanza dissestata, ma comunque percorribile.

Il bacino di Rosamarina conta ben 16 Km. di sponde ed oltre 100 metri di profondità in prossimità della diga.

Caratteristiche della diga :

  • Tipo arco gravità
  • Quota del coronamento 176,00 m.
  • Spessore al coronamento 5,00 m.
  • Spessore alla base 41,90 m.
  • Sviluppo al coronamento 200,33 m.
  • Altezza max. 93,00 m.
  • Quota invaso normale 169,50 m.
  • Quota max. invaso 175,00 m.
  • Superficie bacino imbrifero 462,20 Kmq.
  • Capacità alla quota di max. regolazione 100,00 Mmc.

Marettimo: la tre giorni di trekking del gruppo escursionismo, il report, le foto e i video

Nel fantastico scenario dell’Isola di Marettimo si è svolta la tre giorni di escursionismo del WWF Sicilia Nord Occidentale che apre la stagione escursionistica 2019/2020.

Infatti già il 29 settembre prossimo è in programma la prima escursione che prevede la visita ai splendidi esemplari di Abies nebrodensis o Abeti delle Madonie specie unica a forte rischio estinzione presenti lungo il sentiero del Vallone Madonna degli Angeli in territorio di Polizzi Generosa, nella zona A del Parco delle Madonie.

Ritornando a Marettimo le tre giornate di escursionismo di sono svolte rispettando il programma prefissato e neppure le condizioni poco favorevoli del meteo hanno fermato il gruppo di escursionisti.

In 31 hanno aderito alla tre giorni, girato in lungo e in largo l’affascinante isola dell’arcipelago delle Egadi.

Sabato 21 il gruppo è partito da Trapani alle 8:20 e arrivato a Marettimo, dopo aver posato le valigie presso le strutture convenzionate, si è recato presso lo scalo vecchio dove con due mezzi nautici ha visitato alcune grotte prima di “attraccare” allo scalo maestro. Qui un bagno ristoratore nelle stupente e limpide acque ha mitigato la stanchezza della mattinata di viaggio. Dopo la colazione al sacco ci si è inerpicati nella cima di Punta Troia dove sorge il castello omonimo. Accolti dall’amico Giovanni Scaduto, custode e guida del castello il gruppo ha effettuato una accurata visita guidata a questo gioiello storico del patrimonio monumentale e naturalistico dell’intero Mediterraneo. All’interno dell’osservatorio sulla Foca Monaca il Presidente Ciulla ha salutato i partecipanti e ringraziato Giovanni per l’accurata spiegazione.

Dopo la visita si è partiti per il primo trekking da Punta Troia al paese per il sentiero omonimo. 

Rientrati in paese dopo qualche ora di relax alle 19:30 il gruppo già precedentemente avvisato, ha partecipato all’evento Tempo di Capuna, organizzato dal GAC e dal comune, una kermess gastronomica dove quattro chef, di altrettanti ristoranti dell’isola, si sono cimentati nella preparazione di una ricetta a base di questo particolare pesce azzurro. Molto gradita la degustazione da parte di tutti i partecipanti.

[ngg src=”galleries” ids=”89″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_width=”220″ thumbnail_height=”124″ thumbnail_crop=”0″]Domenica mattina, seconda giornata, si è effettuato uno dei classici sentieri di Marettimo, ovvero partendo dal paese si arriva alle Case Romane quindi sentiero per il semaforo e rientro ad anello al paese passando dal rifugio forestale di Carcareddi. Un sentiero entusiasmante e naturalisticamente parlando ai massimi livelli di bellezza per flora mediterranea e paesaggi spettacolari, e dalla natura ancora incontaminata.

Domenica sera il gruppo ha partecipato ad una cena sociale.

[ngg src=”galleries” ids=”90″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_width=”220″ thumbnail_height=”124″ thumbnail_crop=”0″]Lunedì mattina partiti alle 6:45 sotto una leggerissima pioggia presto diradata, il gruppo affronta il terzo e più impegnativo sentiero ad anello, ovvero Paese, Case Romane, sentiero per Cala Bianca quindi deviazione per Pizzo Falcone e rientro ad anello dallo spettacolare sentiero omonimo. Le nebbie autunnali e l’umidità al 100% hanno fatto di questa escursione un momento indimenticabile per chi lo ha vissuto, l’Isola ha mostrato tutta la sua bellezza nascondendo il mare sottostante con panorami dalla bellezza incomparabile.

Non è descrivibile la sensazione vissuta dai partecipanti a cui rimarrà un ricordo indelebile di questo stupendo itinerario, ma soprattutto rimarrà indelebile il ricordo di due cani che hanno accompagnato il gruppo dalla partenza all’arrivo raggiungendo anche la cima del Monte Falcone a quasi 700 slm. 

Rientrati in paese dopo aver lasciato le camere il gruppo è regolarmente rientrato a Trapani in aliscafo ma il giorno precedente per il forte vento e il maroso, ovvero domenica 22 settembre Marettimo è rimasta isolata dal mondo ricordando a tutti che la natura se vuole può metterci in difficoltà sempre e comunque ! 

Appena rientrati il sole forte batteva sulle Egadi: era destino che Marettimo riservasse all’impavido gruppo del WWF una sua faccia di solito poco conosciuta… forte della sua natura, del suo mare splendido e immenso, dei suoi venti sferzanti e continui e della calda e sincera accoglienza dei suoi pochi ma buoni abitanti. Grazie Marettimo. Torneremo presto.

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